Il futuro della Strada Regia delle Calabrie dopo lo studio di riscoperta dell’antico itinerario tra Campania, Lucania e Calabria

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La Regione Campania crede nel progetto della Strada Regia delle Calabrie. Si tratta di un’opera borbonica importante e tutte le opere borboniche si sono rivelate intelligenti. Si tratta di un’opera che parte da Napoli, capitale del Mezzogiorno e raggiunge Castrovillari attraverso tragitti e strade che attraversano aree interne, comuni tagliati fuori dalle grandi vie di comunicazione. La  Strada Regia delle Calabrie consente di riscoprire storie, borghi e testimonianze associando un tipo di turismo  diverso. E la Strada Regia delle Calabrie per l’insieme di testimonianze antiche, memoria storica, monumenti può diventare anche patrimonio Unesco”. Lo ha affermato Francesco Picarone, Presidente della Commissione Bilancio e Finanze, Demanio e Patrimonio della Regione Campania.

 “Il progetto della Strada Regia delle Calabrie, ideato da Archeoclub D’Italia, mette al centro la valorizzazione di bellissimi luoghi. Più di 200 Km ricchi di siti archeologici, culturali, appartenenti a più epoche. Decine e decine di borghi, oggi fuori dai circuiti di collegamento  – ha affermato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale Archeoclub D’Italia – ma che in questo modo recuperano la loro centralità, nell’ambito di un turismo lento che è in grado di creare condizioni economiche favorevoli al territorio”.

 “Non c’è dubbio che tutto quello che riguarda la riscoperta e la ricostruzione dell’identità dei territori, rientra nella linea politica del Ministero della Cultura. Il tutto passa anche attraverso la rivalutazione, la riscoperta – ha affermato Luciano Schifone, Consigliere del Ministro della Cultura –  alla manutenzione e promozione dei siti culturali, archeologici, monumentali che rappresentano un patrimonio straordinario della nostra realtà e ai quali non dobbiamo rinunciare. Dobbiamo mettere in rete tutte le nostre energie per potere valorizzare le bellezze e metterle nelle condizioni di essere fruite anche da un punto di vista culturale. Dunque una cultura che diventa volano di economia”.

ANCI Campania crede nel progetto della Strada Regia delle Calabrie.

“Filiera dei Beni Culturali significa mettere a sistema le bellezze delle nostre comunità – ha affermato Carlo Marino, Presidente dell’Anci Campania e sindaco di Caserta –  valorizzarle e costruire le condizioni economico – sociali per migliorare quei territori attraverso la stessa Filiera dei Beni Culturali che è una possibilità, un’opportunità di crescita. Abbiamo tante infrastrutture che devono essere valorizzate, conosciute, dargli un’identità, costruire un modello. Rispetto a questo, ad esempio la Reggia di Persano si inserisce in questo contesto che mette insieme il tema della sostenibilità ambientale, della filiera dei beni culturali, dei percorsi delle Reggie, dei Siti Borbonici, delle Casine Reali del Sud. Il Sud è un grande potenziale di Filiera dei Beni Culturali. Per fare questo, la messa a sistema, la rete delle istituzioni insieme al Terzo Settore, alla Comunità territoriale, partendo dal basso, possono costruire un percorso che metta insieme la possibilità che l’elemento culturale diventi elemento di ricchezza di un territorio”.

Il progetto di promozione della Strada Regia delle Calabrie, nasce dallo studio di Luca Esposito, architetto, storico della cartografia dell’800 e Referente Archeoclub D’Italia per il Programma di Promozione della Strada Regia delle Calabrie.

 “Lo studio sulla Strada Regia delle Calabrie comprende 44 comuni, da Napoli a Castrovillari. Siamo riusciti a georeferenziarla. Il nostro studio è durato 8 anni – ha dichiarato Luca Esposito –  con tre regioni attraversate, quattro province, 250 km di strada, di territorio, di cultura, di storia che hanno bisogno di essere raccontati dal punto di vista culturale e turistico

Puntare ai fondi del PNRR per la rigenerazione del patrimonio culturale esistente sulla Strada Regia delle Calabrie.

“Credo che dal punto di vista ideale abbiamo messo un filo e tantissime perle sul territorio ma c’è bisogno di  grande sinergia, concretezza, di utilizzare il tempo come risorsa preziosa. Dobbiamo proseguire su questo lalavoro  – ha dichiarato Francesco Alfieri, Presidente della Provincia di Salerno – perchè stiamo accelerando. Bisogna pensare alla rigenerazione di tanti beni con i fondi del PNRR e altre risorse europee. Senza fondi non si fa nulla ma senza idee non si fa assolutamente nulla “.

La grande architettura sulla Strada Regia delle Calabrie.

“E’ un progetto di così ampia portata che deve richiedere sinergia tra tutte le Regioni, le istituzioni, Comuni, Province, interessate da questo importante asse viario. A mio avviso la Strada Regia delle Calabrie deve essere la spina dorsale della visione del piano di recupero del centro storico  – ha affermato Emma Buondonno, Docente della Facoltà di Architettura dell’Università Federico II di Napoli – come è accaduto ad Ercolano,a Portici. Negli atti di pianificazione è necessario riprendere il tema dell’unitarietà del proggetto della Strada Regia delle Calabrie. Si deve andare verso una pianificazione territoriale unitaria. Tutta la Strada Regia delle Calabrie è costellata di pietre miliari, fontane, borghi, abbeveratoi, antiche taverne, stazioni postali e siti unici come la Reggia di Persano. Dunque la Strada Regia delle Calabrie deve essere al centro di un piano unitario”.

Per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, la Strada Regia delle Calabrie rappresenta, per le comunità l’occasione per guardare al territorio.

“E’ un’occasione per guardare diversamente il territorio. La Strada Regia delle Calabrie è una strada che per molti altri ripercorre la viabilità storica ma vorrei dire anche che la Reggia di Persano, ad esempio, si trova all’interno di un comparto di territorio – ha dichiarato Raffaella Bonaudo, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino –  che è tra le biforcazioni dell’antica Via Popilia e la cosi detta strada del mare. Questo è il territorio da valorizzare con tutte le sue caratteristiche che sono di tipo naturalistico, archeologico, è un’occasione da percorrere tutta. Come Soprintendenza e Ministero abbiamo fatto un progetto del genere che è quello dell’Appia che sta andando avanti. Le occasioni sono tante ed è evidente che ci deve essere l’impegno del territorio nel recepire”.

Per il Consorzio Costa del Vesuvio, la Strada Regia delle Calabrie sarebbe candidabile a Patrimonio Unesco.

“Sono assolutamente convinto della bontà, della qualità e della prospettiva che si pone qusesto progetto. La Strada Regia delle Calabrie è un percorso antico ma innovativo perchè si associa alla Rete Europea dei cammini – ha affermato Luca Coppola, Presidente del Consorzio Turistico Costa del Vesuvio –  dei sentieri, delle strade che stanno ricevendo una nuova luce in questi ultimi anni. Credo che la forza della Strada Regia delle Calabrie sia proprio la sua capacità  di unire, come in un mosaico, tanti piccoli ponti. Se parliamo oggi di turismo sostenibile, non parliamo di aria ma parliamo della possibilità di offrire una motivazione di viaggio a chi arriva anche dall’estero. L’Italia è una delle prime destinazioni al Mondo e offrire una delle nuove motivazioni di viaggio che significa riscoprire dei borghi, riscoprire dei territori,  assolve una duplice funzione :  da un lato la possibilità di offrire qualcosa di diverso a chi giunge nel nostro Paese e dall’altro dare la possibilità alle imprese locali di poter lavorare e dunque di avere la possibilità di contribuire al successo di questa iniziativa. La Strada Regia, a mio avviso, è un’opportunità che per la sua ricchezza di beni materiali ed immateriali siu candiderebbe a Patrimonio Unesco. Credo che questa sia una propospettiva da percorrere al più presto”.

E dall’Asia è  momentaneamente rientrata la trekker di anni 76, Vienna Cammarota, oggi presente sulla Strada Regia delle Calabrie. Vienna con ben 50 escursionisti, ha percorso in queste ore un tratto di Strada Regia, visitando la Reggia di Persano, ma anche la Via Popilia, antica Consolare Romana, la Taverna della Duchessa, l’antica stazione postale.

Vienna, partita nell’Aprile del 2022, dal Lazzaretto Nuovo di Venezia, arriverà a Pechino entro il 2025. La camminatrice cilentana che è anche Ambasciatrice di Archeoclub D’Italia nel Mondo, oggi, rientrata dal Kazigistan, ha partecipato al cammino sulla Strada Regia delle Calabrie.

“Sono rientrata non solo per i 27 gradi sotto zero, ma anche perchè necessito periodicamente di una tipologia di allenamenti fisici e di recupero da fare in Italia. Quando ripartirò, verso fine Aprile – ha dichiarato Vienna Cammarota, Ambasciatrice Archeoclub D’Italia nel Mondo –  riprenderò da dove ho lasciato. Oggi ho mantenuto l’impegno di essere sulla Strada Regia delle Calabrie che ho già percorso nel Febbraio del 2022. La Strada Regia delle Calabrie può essere un percorso turistico. Tutte le idee avute mentre camminavo sulla Strada Regia delle Calabrie, le ho rimesse in campo durante il mio cammino compiuto da Venezia e che mi ha portato in Kazigistan. Lo schema adottato nel Febbraio del 2022, l’ho riportato poi sulla Via della Seta. Ad esempio incontri con storici, con gli studenti ma anche con i cittadini, con la cultura e con il cibo”.

E nel Febbraio del 2022, la straordinaria trekker inaugurò il suo cammino sulla Strada Regia delle Calabrie, partendo proprio da Serre, comune della Reggia di Persano.

“Il comune di Serre è un segmento di questa lunga strada, fatta di tantissimi chilometri. A Serre c’è un vero sentiero  – ha affermato Patrizia Quaranta, Assessore alla Cultura del Comune di Serre –  tutto da scoprire. Noi dobbiamo saperlo valorizzare, creare un itinerario e collegarci agli altri Comuni. Abbiamo bisogno di un itinerario comune agli altri paesi perchè ci lega la stessa storia”.

Anche gli operatori turistici guardano, ora alla Strada Regia delle Calabrie.

“E’ la riscoperta di una parte della storia del Sud Italia. La Strada Regia delle Calabrie nasce anche dall’antica Via Popilia, di epoca romana. Ai fini turistici c’è tanto da lavorare. Bisogna investire per riqualificare le varie aree. La Strada Regia delle  Calabrie può essere un file rouge alla riscoperta del Sud Italia – ha affermato Peter Hoogstaden di Genius Loci –  che in parte può diventare cammino, in parte percorso ciclabile, in parte turismo classico. La Strada Regia delle Calabrie, ad esempio, comprende il Miglio D’Oro tra Napoli, Portici ed Ercolano, ne è parte ed ha una sua valenza storica ma in Calabria, la Strada Regia delle Calabrie coincide con la Ciclovia della Calabria attraversando borghi sconosciuti. Dunque la promozione della Strada Regia delle Calabrie, da una parte può vedere un turismo classico per siti come quelli del Miglio D’Oro, dall’altra la conoscenza di borghi calabri come Morano Calabro, Mormanno, Castrovillari.   Avendo una strada che collega il patrimonio diffuso dei piccoli borghi, definiti minori ma che comunque non lo sono, c’è la possibilità di una valorizzazione di insieme di monumenti e piccoli borghi. La Strada Regia delle Calabrie spazia dalla vocazione industrale a quella turistica. Ad esempio sarebbe importante puntare al recupero delle antiche osterie, delle antiche stazioni postali”.

C’è la piena collaborazione con l’Associazione Siti Reali.

“La Strada Regia delle Calabrie era un’infrastruttura storica che collegava diverse regioni dell’Italia Meridionale  – ha affermato Alessandro Manna, Presidente dell’Associazione Siti Reali – ed oggi può essere un’infrastruttura culturale, ma anche turistica che può connettere, non solo il territorio ma anche tutto il patrimonio storico che si trova lungo questa strada . Penso ad esempio alle residenze reali, alle bellezze naturalistiche, ai borghi, all’enogastronomia. Con Archeoclub D’Italia si è aperta una bellissima collaborazione e lavoreremo affinchè il patrimonio possa essere valorizzato al massimo”.