Il governo delle scommesse

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Oggi il governo Conte due avrà la fiducia dalla Camera e domani, molto probabilmente, dal Senato ed entrerà nel pieno delle sue funzioni. C’è una nuova maggioranza anche se il matrimonio tra il PD e i 5Stelle non sarà facile. Sarà il Governo delle scommesse, tutte da verificare.
Se dovesse fallire gli scenari futuri si tingerebbero di scuro. Salvini e Meloni hanno gridato allo scandalo, al trasformismo, al complotto, alla lotta per le poltrone e al tradimento della volontà popolare parlando il solito linguaggio populista e becero, annunciando di mobilitare le piazze già da oggi. I giornali della destra hanno cavalcato l’onda rilanciando le loro posizioni con molta disinvoltura. Ma anche alcuni giornali di sinistra, come la Repubblica, ed autorevoli opinionisti hanno sollevato perplessità e dubbi, compreso il nostro Direttore che, in un editoriale del 5 scorso, ha chiamato “il governo delle ipocrisie” anche se, poi, i molti ministri del sud, giovani e competenti, gli hanno danno un minimo di speranza per la questione meridionale. I dubbi e le perplessità ci stanno tutte e sono condivisibili. Ma, se la politica è l’arte del possibile e del compromesso e deve tendere a risolvere i problemi come si presentano e con le forze a disposizione, non c’era altra soluzione per evitare il rischio di Salvini dai “pini poteri”. Certamente se il Governo nasce con il solo scopo dell’anti salvinismo ci avvieremmo ad una sicura sconfitta. Se, invece, i due partiti, penseranno a dar vita ad una svolta nella stessa concezione della politica e a cambiare migliorando innanzitutto se stessi e il loro impatto nella società interpretandola più compiutamente, allora le incognite potranno divenire più rosee e si potrà dare iniziare una nuova stagione politica ricreando nei cittadini fiducia e nuovo interesse per la politica. Molto dipenderà anche dal Premier Conte se continuerà il percorso di affrancamento dai i 5 Stelle come ha fatto con la Lega e dirigerà l’azione governativa correggendo molti errori di eccessiva acquiescenza firmando leggi oscene e avallando comportamenti indecenti, come l’affare Diciotti e la chiusura dei porti. Il suo dovrà essere un Esecutivo di ricostruzione, ed anche questa sarà una scommessa che si dovrà vincere. Le premesse ci sono tutte. Il nuovo governo nasce con i migliori auspici dell’Europa (con la quale abbiamo riannodato gli antichi rapporti di Paese fondatore), dei mercati (lo spread è ai minimi storici), delle forze sindacali (CGIL, CISL, UIL e CONFINDUSTRIA). Tutti ci hanno fatto una grande apertura di credito. Certo non saranno rose e fiori e il PD dovrà mettercela tutta per ritrovare i suoi valori tradizionali e il feeling con il suo popolo. E’ una prova alla quale non si potrà sottrarre Zingaretti, che ha portato compatto il partito all’accordo, Renzi o non Renzi. Non si dovrà assolutamente fare dell’anti leghismo la bandiera del governo e del partito. Un’altra cosa è fondamentale: i due partiti non devono litigare; devono parlare poco, non invadere i social e stare lontani il più possibile dai salotti televisivi ed esprimersi con l’azione del governo (la neo ministra De Micheli deve darsi subito una regolata). Di Maio non dovrà emulare Salvini, usando la sua posizione di ministro per fare campagna elettorale. Non è uno scherzo- E’ un compito da far tremare le vene e i polsi, ma bisogna provarci. Non solo per la politica ma, soprattutto, per l’Italia.

di Nino Lanzetta