Il mosaico “a stagioni” da Abellinum al Museo irpino 

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Nel Museo Irpino è posizionato fin dal 1963 un interessante ed ampio mosaico dalle dimensioni di mq. 41, proveniente dalle vicinanze della cinta muraria dell’antica Abellinum, lungo la circumvallazione Avellino Nord – Sud; fu rinvenuto casualmente durante lo sbancamento per la costruzione di questa nuova arteria stradale. La sua lettura, a causa del notevole velo di cemento che ne imbrattò la superficie all’atto della sua sistemazione nella sede del Museo, è stata sempre difficile e giammai si sono potute ammirare le sue componenti decorative e l’armonia e la bellezza dei suoi colori; pur essendo stato posizionato in uno spazio del Museo appositamente predisposto, luminoso e alla portata del visitatore, questo gioiello pavimentale e musivo di concezione ellenistica, ma di contenuti decorativi romani della fine del III – inizi IV sec. d.C., è passato sempre inosservato. In seguito all’accurato restauro effettuato dalla ditta specializzata di Pompei, Ranieri Alberto, con un contributo della Regione Campania, settori Musei, chiesto dall’Amministrazione Provinciale, il notevole monumento pavimentale musivo è ritornato agli originari splendori per cui la sua lettura è agevole e piacevole. Si compone di un bordo largo 25 cm. con fascia a tessere verdi; segue una seconda ed elaborata fascia larga cm. 70 con un motivo geometrico uniforme di cerchi che si intersecano su quattro punti della circonferenza; i quattro punti intersecati sono a tessere verdi e formano un motivo ornamentale di quattro foglie lanceolate, un quadrifoglio; al centro di ogni cerchio, poi, su fondo bianco, campeggia una stella a quattro punte con i lati concavi che reca nel suo spazio centrale un piccolo quadrilatero a tessere marroni; segue una fila di tessere bianche tangenti una fascia larga 14 cm., anch’essa in tessere bianche, ma marginata ai due lati da una fila di tessere verdi; quest’ultima fascia circoscrive il campo del mosaico che si presenta in tutta la sua bellezza, con una ricchezza di colori ed una sintassi decorativa eccezionale che si sviluppa armonicamente entro rombi, quadrati e simmetriche file di cubi. I motivi decorativi ricorrenti comprendono rosoni, quadrifogli, quadrati a lati convessi, croci di Lorena tra due cornucopie, croci di Malta entro cerchio, clessidre entro cerchio, squami a ventaglio, croce gigliata intercalata da quattro foglie lanceolate, piccoli crateri, piccole anfore, kàntharoi, nodi di Salomone, ancore, rombi entro rombi, triangoli entro triangoli, sfere entro quadrati, pelti con apice a triangolo e volute laterali, pelti con apice a crocetta, losanghe, uccello. Nella parte marginale del campo si sviluppa l’emblema figurato, in gran parte mutilo, che originariamente era al centro del campo stesso, mentre attualmente risulta nella zona periferica, poiché l’altra metà del mosaico non fu recuperata. Questo fregio figurato centrale era formato da un quadrato dalle dimensioni di m. 1,60 per lato, distinto dal campo da due linee di tessere nere; in esso vi erano quattro figure disposte rispettivamente nei suoi quattro angoli; di queste figure ne resta soltanto una che rappresenta un busto di donna tra due fiori stilizzati, in abbigliamento di principessa orientale, ritratto in sei colori: nero, giallo, verde, azzurro, rosso, bianco. Il busto muliebre è una figurazione allegorica della primavera, separata dalla successiva allegoria, l’estate, di cui restano soltanto poche tessere colorate, da uno spazio ben delimitato a fondo bianco in cui campeggia un grosso volatile. Il pavimento musivo del Museo Irpino viene denominato “mosaico a stagioni” per l’allegoria raffigurata dei quattro periodi in cui è diviso l’anno; rappresenta uno tra i più notevoli monumenti musivi del III e IV sec. d.C. esistente in Irpinia ed in Campania; per le sue originarie dimensioni, complessivamente mq. 82, doveva far parte di un ambiente di edificio pubblico, probabilmente di una schola.

Di Consalvo Grella pubblicato il 13/05/2014 sul Quotidiano del Su