Il punto di Aurisicchio sull’abolizione delle Province

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Dichiarazione di Raffaele Aurisicchio
La cosiddetta abolizione delle Province approvata, col voto contrario di SEL, dalla maggioranza di cui l’on. D’Agostino è organicamente parte ha, come è noto, abolito soltanto il voto democratico degli elettori. Per eleggere il Consiglio provinciale votano gli amministratori ed i sindaci scegliendo tra liste di candidati che possono essere presentate solo con un consistente quorum di sottoscrittori. SEL da sola non poteva raggiungere il numero di sottoscrizioni richieste, così altre forze di centro sinistra. Per questo furono avviati contatti tra questi soggetti politici con l’obiettivo di dar vita ad una lista comune, autonoma dal Pd. Tale lista riuscì poi ad ottenere due seggi, per altro non espressione di SEL. Non vi è stato, dunque nessun inciucio ma si è trattato di un trasparente accordo tecnico allo scopo di superare uno sbarramento imposto dalla normativa. Questo accadeva due anni fa. Nel frattempo sono diventati più stringenti ed organici i rapporti tra Scelta Civica e Pd e sarebbe per questo assai difficile riproporre oggi lo stesso schema. Quanto al rinvio a giudizio non abbiamo lanciato attacchi, ma ci siamo limitati a registrare una notizia che si inserisce in un quadro di vicende politiche (e giudiziarie) contrassegnate dalla sovrapposizione tra pubblico e privato e che proprio per questo suscitano sconcerto nell’opinione pubblica. Restiamo garantisti e confidiamo nell’operato della Magistratura. All’on. D’Agostino auguriamo di risultare estraneo agli addebiti contestatigli e le migliori fortune nella sua attività di imprenditore nella correttezza dei comportamenti e nel rispetto della legge. Non ci interessa fare speculazione politica a partire dalle vicende giudiziarie, ma ci interessa piuttosto porre il tema di come si ricostruisce una nuova moralità pubblica per fare in modo che si prosciughi il campo dell’antipolitica e si riduca il distacco tra politica e società civile. Questo tema non riguarda solo la Sinistra ma tutta la Politica, a partire dal Pd e dall’arco di forze della maggioranza di governo che con frequenza sempre più insistita sono attraversati da vicende che hanno richiesto l’intervento della Magistratura.