Il recupero della memoria

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Domenica 25 luglio u.s. è stata celebrata in Vaticano e in tutte le diocesi della Chiesa Cattolica la “Prima Giornata mondiale dei nonni”, voluta con molta determinazione da Papa Francesco. Probabilmente  la portata complessiva di questa iniziativa non  ha  avuto la rilevanza dovuta a causa dei coincidenti ed importanti  filoni comunicativi  del dibattito politico e   culturale  italiano .Il primo aspetto significativo   collegato all’evento è quello che viene indicato, non da oggi, con l’espressione “anziani risorsa sociale”. Risorsa  primariamente  educativa all’interno di un tessuto sociale dove la famiglia è sempre più in affanno in ordine al suo ruolo primario di provvedere alla formazione integrale dei figli. Sappiamo bene, lo abbiamo spesso evidenziato anche dalle pagine del nostro quotidiano, come sia diventato difficile assolvere compiutamente al ruolo di genitori responsabili per  tante condizioni negative  che attanagliano le famiglie dell’attuale momento postmoderno:  genitori entrambi lavoratori con scarso tempo disponibile da dedicare all’incontro con i figli, diverse impostazioni educative collegate anche ad una malintesa parità’,  sforzi lodevoli , ma insufficienti,  del volontariato per sostenere il difficile compito delle famiglie. All’interno di questo quadro  di carente ed inefficace sostegno, recentemente e sempre più’ diffusamente, è stato  riscoperto il valore dei nonni come “risorsa sociale”. Anzitutto, come già evidenziato, risorsa educativa nei tanti momenti di “recupero della memoria” delle tradizioni positive del passato, delle tante coraggiose e sofferte esperienze di un  passato non  sempre facile. Il valore psicopedagogico del “racconto”, spesso ignorato e non promosso dai recenti programmi scolastici, certamente impegnativi, ma non sempre  efficaci per la crescita integrale dei giovani. Non casualmente Papa Francesco, con il suo vigoroso impulso pastorale  per la centralità della famiglia – e in essa  la preziosa risorsa dei nonni – ha citato le parole del profeta Gioele: “I  vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni”. In queste parole antiche e profetiche, ma sempre  straordinariamente attuali, è contenuta la sintesi di quella dinamica “osmosi intergenerazionale” di cui tanto si parla, ma scarsamente sostenuta e promossa nella quotidianità  giovanile che ha bisogno di piste esistenziale certe e credibili : il racconto dei nonni  si rivela sempre prezioso rispetto a questa prospettiva educativa.” E’ in questa alleanza tra  giovani ed anziani – precisa Papa Francesco – c’è il futuro del mondo”. Da questa fondamentale visione pastorale le istituzioni attuali –  a livello nazionale, europeo e internazionale, dovrebbero partire per promuovere e sostenere provvedimenti legislativi di sostegno familiare concreto, efficace e permanente. Affinchè il progetto dinamico dell’osmosi internazionale venga avviato, accompagnato e realizzato attivando misure  per il lavoro,  urgenti misure per la difesa ecologica,  misure globali per combattere la fame ,per arginare  la rincorsa agli armamenti nucleari, per combattere carestie e pandemie sempre piu’ diffuse. E’ certamente, questo, un progetto impegnativo globale, ma è necessario partire dal nostro piccolo ambito familiare: non basta dire “ che futuro daremo ai nostri figli” senza realizzare, invece, microazioni formative ed associative, concertare alleanze e strategie per sollecitare le istituzioni disattente. Solo cosi  La Prima Giornata mondiale dei nonni  non sara’ solo una iniziativa di grande pregnanza pastorale, ma sara’ l’inizio di un nuovo e corale impegno per arginare la follia globale dell’autodistruzione.

di Gerardo Salvatore