Il Vangelo della Domenica: Preparate la via del Signore

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L’Avvento rimane legato alla figura di Giovanni Battista, l’ultimo dei profeti che da migliaia di anni avevano preannunciato la nascita del Cristo. Un’attesa prevalentemente teocratica, condizionata dai diversi contesti storici di un popolo, circondato da potenze idolatriche. E che tuttavia riusciva spesso a liberarsi.

L’Alleanza assumeva pertanto un carattere etico, chiaramente indicato dalle tavole dei dieci comandamenti consegnate a Mosè sul Sinai. Ma nello stesso tempo assumeva un carattere politico e militare. L’avvento del Messia avrebbe un giorno sconfitto per sempre i nemici assicurando nel mondo un’era di giustizia e di pace.

La predicazione del Battista indicava al popolo la prossimità di tale liberazione. Ma con quale certezza? “Quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: Chi sei tu? Egli confessò e non negò, e confessò: Io non sono il Cristo. Che cosa dunque tu sei? … Rispose: Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore” (Gv 1,6-8. 19-28).

E di quale preparazione occorreva farsi carico? Il regno di Israele, sottoposto in quegli anni all’onnipotenza dell’ impero di Roma, attraversava uno dei momenti più difficili. Il terrorismo messo in atto dagli zeloti finiva per inasprire sempre più gli animi. Oggi si penserebbe a un riarmo generalizzato, a una coalizione dotata di armi sempre più letali.

Così si procede allegramente verso uno scontro finale che, come se non bastassero l’inquinamento generalizzato e le ricorrenti crisi climatiche, potrebbe segnare un suicidio totale. Ancora una volta, in un mondo così infestato da ruberie e da scandali, si eleva nel deserto la voce di Giovanni: Preparate le vie del Signore, convertitevi!