Imparato raddoppia, da “Ditegli sempre sì” a “Querido Fidel”

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Dalla magia del teatro alle emozioni del cinema. Gianfelice Imparato, amatissimo dal grande pubblico per il ruolo di Pisanelli nei Bastardi di Pizzofalcone, raddoppia, protagonista questa sera, alle 20.45 e domani alle 18.30, al Partenio, di “Ditegli sempre di sì”, in scena con la compagnia di Luca De Filippo, per la regia di Roberto Andò, tra i primi testi di Eduardo De Filippo, scritto nel 1927 e messo in scena l’anno successivo da Vincenzo Scarpetta. Imparato presta il volto a Michele Murri, che, dopo un anno trascorso in manicomio, torna a casa, ospite della sorella Teresa (Carolina Rosi). L’uomo è ben lontano dalla guarigione, ma nessuno sembra accorgersene. La sua pazzia si esprime nella mania di perfezione e nell’incapacità di comprendere le sfumature delle parole: per lui ogni metafora, ironia o allegoria corrisponde alla verità. Ne nascono equivoci e incidenti – da cui il titolo che invita a “dirgli sempre di sì – che coinvolgono i familiari e i conoscenti, come quando la sorella, vedova, gli confessa che si risposerebbe con un uomo di mezza età descrivendolo con le caratteristiche del suo vicino di casa: Michele sbandiererà queste nozze impossibili a chiunque incontri.
E’ Imparato a spiegare come “Il testo affronta il tema del confine tra sanità e follia, con una scrittura come quella di Eduardo ricca di contrappunti comici. Michele è un innocente, incapace di accettare le logiche del mondo in cui vive, proprio come Emidio il protagonista di Querido fidel’ di Viviana Calò, che presentiamo questa sera, alle 18.30, al Partenio, nell’ambito della rassegna promossa dallo Zia Lidia”. Una commedia dolceamara, quella di Calò, attraverso la storia di Emidio Tavaglini, il figlio di un emigrato napoletano morto a Cuba lottando per la rivoluzione castrista. Da allora Emidio ha imposto a moglie, figlia e nipote il culto rivoluzionario, tanto da scrivere ogni mese a Fidel Castro. “Emidio – prosegue Imparato – è un sognatore, che non smette di cercare l’idealità, non cede alla logica del profitto a tutti i costi, cerca persino di inviare aiuti a Cuba durante l’embargo. Inevitabile che a tutti appaia un pazzo proprio come Michele Murri di ‘Ditegli sempre di sì’, il personaggio ideato da Eduardo”. A fare da cornice alla storia la città di Napoli “solo a Napoli un personaggio come Emidio poteva convivere con il resto della popolazione. La città partenopea continua ad essere una metropoli inclusiva, capace di accogliere i pazzi o chiunque appaia diverso. Non c’è mai ostilità nei confronti di chi non si uniforma. La speranza è che non perda mai questa qualità”. Ma Imparato sottolinea anche il fervore culturale del capoluogo partenopeo: “E’ una città dove si continua a produrre tantissimo, a partire da serie e fiction televisive. C’è un grande fermento sul piano culturale. Il timore è che si finisca per sciupare questo patrimonio come spesso accade quando si parla di Napoli”. Sulla perdita degli ideali nella società di oggi con cui deve fare i conti lo stesso Emidio, in un mondo che si trasforma inesorabilmente, spiega che “C’è sempre meno posto per gli ideali, è una società basata sulla logica del profitto e dunque autodistruttiva. Ma Emidio ci ricorda che ognuno deve fare la sua piccola rivoluzione e tante voci unite possono anche cambiare il mondo o comunque ci permettono di non essere fagocitati dal potere” E sul difficile momento che vive il cinema “E’ triste dover constatare che le sale cinematografiche sono ancora in crisi e fanno fatica a ripartire mentre i teatri sono tornati ad essere pieni. E’ chiaro che il cinema sconta il prezzo dell’avanzata delle piattaforme. Eppure l’emozione che regala la sala non la si prova certo davanti allo schermo della tv”

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