In Emilia Romagna un test per il governo

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Domenica si vota in Emilia Romagna per eleggere il Governatore per mandare a casa il Governo Conte? Per Salvini si vota per mandare a casa Conte e non per eleggere il nuovo governatore. In tal senso ha impostato la sua battaglia elettorale battendo da tre mesi città, rioni, paesi e condomini, La candidata Borgonzoni non è neanche una comprimaria e neanche se la porta appresso. Se vince la Lega Conte deve andare a casa altrimenti farà scendere in piazza il suo “popolo”. E’ un chiaro avvertimento per il Presidente Mattarella che dovrà prenderne atto, sciogliere le Camere e indire nuove elezione, nelle quali – giura – che farà cappotto e prenderà i pieni poteri direttamente dal popolo.

E’ palesemente evidente la distorsione del sistema democratico, delle regole e il disprezzo per la Costituzione.

Alcune considerazioni elementari. Primo: la Costituzione stabilisce quattro tipi di consultazioni elettorali che, in genere, si svolgono in tempi diversi. Elezioni per i Sindaci e i consigli comunali, per i Presidenti delle Regioni e i consigli regionali, per i deputati e senatori e per i parlamentari europei. Se ognuno di queste elezioni dovesse avere influenza sul governo in carica staremmo in continua campagna elettorale con il piacere del Salvini che non sa fare altro.

Secondo: il Presidente della Repubblica non ha il potere di sciogliere le Camere se il Parlamento è in grado di esprimere una maggioranza. Lo dice la Costituzione e nessuno può modificarla se non nei modi previsti. Chi ci tenta, anche se a furor di popolo, chiaramente cerca di violala e si pone fuori dal sistema democratico. Tutti dovrebbero ripetere, fino alla noia, questi concetti di elementare democrazia, a cominciare dai partiti cui sta a cuore il sistema democratico per finire alla stampa e alla televisione (talk show e telegiornali compresi) nella quale il nostro “eroe” la fa da padrone usufruendo di gran lunga del maggior tempo di tutti gli altri politici e cariche istituzionali.

Terzo: in Emilia Romagna i due candidati che si contendono la vittoria sono l’uscente Bonaccini del PD e la leghista Borgonzoni. Secondo l’opinione, pressoché generale, Bonaccini ha amministrato bene e non teme alcun confronto con la sua avversaria (che non conosce i problemi della sua regione e, per la verità, neanche i suoi confini e persino il padre non la vota!). La regione è amministrata da sempre dalla sinistra e la sua sanità, i servizi sociali, la scuola, lo sviluppo economico la classificano ai primi posti in Italia. Se si facesse una competizione esclusivamente amministrativa – come dovrebbe essere- non ci sarebbe storia. Il mantra della Lega – come dice un ex sindaco PD, passato a F.d.I. è  che “la gente è stufa del modello emiliano!”.

Quarto: a Bologna, non a caso, è nato il Movimento delle Sardine per combattere il sensazionalismo, le balle e la propaganda di Salvini che, senza ritegno alcuno e rispetto per la verità o logica politica, parla alla pancia degli elettori spingendoli contro presunti nemici, contro la casta dei politici, cui da sempre ha fatto parte, contro ogni forma di solidarietà, creando steccati e separazioni e vedendo negli immigrati che, da ministro dell’interno, non ha saputo gestire, ogni forma di separazione e di odio sociale.

Quinto: è possibile comunque che, in caso di vittoria della Lega, ci potranno essere ricadute sul PD e sul M5s che potrebbero ripercuotersi persino sul Governo Conte, anche se difficilmente ne causerebbero la caduta stante la volontà dei parlamentari che l’appoggiano di non voler andare a nuove elezioni per la quasi certezza per molti della non elezione. Ma questo è un altro paio di maniche e il parlar chiaro non è dei politici di oggi e, purtroppo, anche di una certa stampa prezzolata e di tanta televisione che non curano la verità dei fatti che raccontano!

di Nino Lanzetta