La Campania tra abusivismo e illegalità 

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Per i cittadini della Campania, è stata davvero un’estate rovente. Prima gli incendi, vasti e diffusi, che hanno distrutto boschi e montagne, poi l’emergenza idrica, che ha lasciato a secco molti comuni ed, infine, quasi a corollario, il terremoto a Casamicciola. Una modesta scossa, di magnitudo 4, ha causato il crollo di alcune case e provocato la morte di due persone, il ferimento di quaranta ed alcune centinaia di sfollati. E’ stato un terremoto che, in un paese normale, non avrebbe dovuto fare alcun danno.

Per il Presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Francesco Peduto: “morire per un terremoto di magnitudo 4 è assurdo” e“la mancanza di prevenzione lascia interdetti”. Legambiente ha ricordato che nell’isola ci sono circa seicento case abusive da demolire. Invece, è di qualche mese fa, l’approvazione da parte della Regione Campania, di una legge, fortunatamente impugnata dal Governo, che, di fatto, permette l’ennesimo condono facile, lasciando ai comuni la scelta delle demolizioni o meno delle abitazioni non a norma, permettendone l’uso o la requisizione per motivi di necessità.

In questi ultimi trent’anni, nei sei Comuni dell’isola, sono state presentate 27.000 domande di condono (una ogni due abitanti): 7235 nel solo comune di Ischia porto sono da evaderne ancora 4.400. Molte case sono fatiscenti, perché costruite nel sette/ottocento; ed anche quelle nuove, spesso realizzate con cemento impoverito e materiali di scarto, sono a rischio. Senza contare che le infrastrutture, gli ampliamenti e le ristrutturazioni sono state fatte, il più delle volte, in maniera abusiva, non rispettando le norme antisismiche e senza controlli.

In questa situazione di abusivismo diffuso e di illegalità tollerata, il governatore della Campania, con il solito linguaggio “colorito” (!?), parla di “sciacallaggio mediatico” e di “protagonismo stupido” e si dice convinto che la caduta “di una sola casa e della torre di una Chiesa”non ha nulla a che vedere con l’abusivismo. Non è di questo parere l’ex sindaco di Casamicciola – Luigi Mennella –che posta in un suo blog che la casa crollata era abusiva e andava sgomberata e demolita e pare che il comune sia stata acquisita dalla magistratura la relativa ordinanza. Di fatto la casa crollata, costruita nel ‘700 era stata distrutta da un incendio nel 1969 e nuovamente ricostruita negli anni successivi ed aveva un piano di sopraelevazione abusivo sottoposto a demolizione. Anche il ministro Pinotti dice che non si possono far risalire i crolli all’abusivismo e lo stesso Vescovo di Ischia che non si può tacciare tutti gli ischitani di essere abusivisti incalliti. In ciò ha ragione; ma resta il fatto che in Campania l’abusivismo di massa, l’illegalità diffusa, la corruzione e l’intreccio politica/ camorra sono una realtà consolidata alla quale neanche De Luca sta ponendo rimedio e prosegue sull’orma del passato se ha promulgato una legge regionale urbanistica permissiva al massimo e ha licenziato una recente legge – fortunatamente impugnata dal Governo- che consente ai sindaci la possibilità di non abbattere le case abusive e perfino di utilizzarle.

L’Italia è il paese dei condoni. Ne sono stati fatti tre negli ultimi trenta anni, prima dal governo Craxi e poi dal 1° e 2° governo Berlusconi. Le Regioni, poi, hanno fatta la loro parte con norme che, di fatto, riproponevano condoni mascherati. In Campania (come in Molise, Calabria e Sicilia) nei soli due anni dal 2012 al 2014 sono state costruite tra il 45 ed il 60% di case abusive pur in un periodo di forte crisi dell’edilizia.

Il comune di Giugliano è il paese più abusivo d’Italia con migliaia di case senza alcuna licenza edilizia e costruite perfino nel Parco dove c’è la tomba di Scipione l’africano e lungo la bella spiaggia che arriva a Pozzuoli. Il M5S, per bocca di Di Maio e Cancellieri (candidato governatore della Sicilia), distingue un “abusivismo di necessità” – che andrebbe possibilmente sanato – da un abusivismo speculativo e colluso con il potere politico che, invece, dovrebbe essere combattuto con ogni mezzo.

Altro fenomeno, legato ai fatti di cronaca, sui quali si sofferma la stampa ed in maniera particolare la televisione, è la spettacolarizzazione della notizia ed anche del dolore, con reportage ed ripetizioni a volte ossessive ed invasive, alla quale, però, non si sottraggono – per altri versi e fini – i politici di ogni partito, molti dei quali sono presenti dalle prime luci dell’alba fino a notte fonda, stando molto più in televisione che in Parlamento. Ma questa è una conseguenza della commercializzazione della notizia a fini anch’essi speculativi. E’ la stampa, bellezza! Avrebbe detto Giorgio Bocca!

di Nino Lanzetta edito dal Quotidiano del Sud