La carica dei 700 sindaci campani a Roma, ma non c’è Avellino

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Settecento sindaci provenienti dalla Campania hanno sfilato in corteo a Roma: “La dignità del Sud non è in vendita, e Meloni e il Governo non possono calpestarla”. E’ lo slogan della manifestazione guidata dal  presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che, anche se non ricevuto dai vertici di governo (solo dal prefetto),  ha acceso i riflettori sulle grandi questioni in discussione in questi mesi, autonomia differenziata e fondi di coesione. Occasione anche per contarsi e contare, in vista delle prossime scadenze elettorali.

Con lui i sindaci provenienti dalle cinque province campane, e tra gli altri, il sindaco di Caserta e presidente dell’Anci regionale, Carlo Marino, il primo cittadino di Benevento e leader di Noi di Centro, Clemente Mastella, il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli e anche una delegazione di fasce tricolori pugliesi. Assente, il sindaco di Avellino, Gianluca Festa.

Numerosi i primi cittadini dei comuni irpini, dal sindaco di Aiello Sebastiano Gaeta, affiancato dai consiglieri Della Sala e Landi ai primi cittadini di Calitri Michele Di Maio e di Sant’Angelo dei Lombardi Rosanna Repole. Dal primo cittadino di Grottaminarda Marcantonio Spera al sindaco di San Martino Pasquale Pisano, dal sindaco di Contrada Pasquale De Santis al primo cittadino di Santa Lucia Ottaviano Vistocco, per citarne solo alcuni. E’ il sindaco di Summonte Ivo Capone a ribadire il no deciso all’autonomia “Una iattura per tutto il meridione, un colpo al futuro dei nostri giovani”.

De Luca ha anche incassato l’adesione dei consiglieri regionali e dei parlamentari campani del Pd, nonostante i rapporti non proprio sereni con il partito. Via libera anche dal M5S, che siede tra i banchi di opposizione il Consiglio regionale.

“Noi siamo qui – ha ribadito De Luca – a difesa della dignità del sud e dobbiamo fare un’operazione verità, spiegare che al sud oggi arrivano meno risorse: il 25 per cento in meno di spesa sanitaria, meno posti letto, meno medici; questa storia deve finire. Noi riteniamo di non togliere neanche un euro alle regioni del Nord. Le regioni sviluppate sono la ricchezza dell’Italia e dobbiamo sostenerle, ma la spesa aggiuntiva va indirizzata al Sud. L’autonomia differenziata non aiuta a recuperare il divario tra Nord e Sud”