La fragilità umana del villaggio globale

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La sempre più crescente espansione della pandemia del Covid19, a livello globale, in Europa e anche con alcuni focolai epidemici italiani, continua ad essere al centro dell’attenzione per ulteriori misure di distanziamento, le uniche rivelatisi utili all’interno del vasto programma di prevenzione. Ma non sono solo i responsabili politici ed istituzionali o i tanti virologi ad occuparsi della pandemia, ma anche studiosi, come David Quammen, scrittore e divulgatore scientifico statunitense, giornalista del “National Geographic”, autore del libro “Spillover. L’evoluzione delle pandemie”, pubblicato da Adelphi nel 2014,oggi molto venduto nelle librerie italiane ed internazionali., Quammen ha anticipato nel suo libro che una delle piu’ grandi minacce per gli esseri umani in un prossimo futuro, poteva essere costituita da un coronavirus che avrebbe effettuato un “ salto di specie” e che si sarebbe potuto diffondere in un wet market in Cina. In realta’ Quammen, come egli stesso ammette in una sua recente intervista, non era e non è un veggente. E’ stato solo un appassionato studioso e ricercatore che ha seguito da vicino i cacciatori di virus nelle grotte della Malesia, sulle cui pareti vivono migliaia di pipistrelli e nella foresta fluviale del Congo, alla ricerca di rarissimi e forse inoffensivi gorilla. Successivamete Quammen scopri che molti animali, come i maiali, gli scimpanzè e le zanzare, potevano essere i vettori di future epidemie come Ebola sars o di virus dormienti, ancora solo in parte conosciuti. Nella citata intervista Quammen afferma che gli esperti avevano previsto una epidemia proveniente da animali selvatici, molto probabilmente causata da un coronavirus- a fronte della grande adattabilita’ dei coronavirus. Tale evenienza poteva concretizzarsi in un ambiente dove l’uomo è in contatto continuo con gli animali domestici, come un wet market. Attualmente, con il crescente diffondersi della pandemia, le considerazioni sui contenuti del libro di Quammen, potrebbero essere tante e interessanti, ma credo significativo il pensiero conclusivo dello scrittore:” quando la pandemia, con il vaccino, sara’ ridotta ad una mera malattia endemica, apprezzeremo il valore di un abbraccio, di una stretta di mano, il valore di un contatto umano con i nostri amici, con gli estranei o con altre persone, il valore di radunarsi in una folla a piazza S.Pietro, il valore di stare insiene in un modo che oggi ci sembra impossibile. Penso che non ci sia nulla che avrebbe potuto portarci ad apprezzarlo meglio di questo avvenimento.” Vorrei concludere la mia riflessione con la modestia insegnataci dagli anni sottolineando che il pensiero del profeta e scrittore laico Quammen va incarnato nel vissuto del nostro quotidiano travaglio, in un momento di disorientamento globale dove lo stupido delirio di onnipotenza dei potenti della terra continua ad ignorare la fragilita’ umana del villaggio globale e la solidarieta’ dovrebbe essere la meta necessaria.

di Gerardo Salvatore