La mostra-evento dell’artista Franco Cipriano

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Proposta dalla rassegna MONTOROCONTEMPORANEA, col patrocinio della Provincia di Avellino e del Comune di Montoro (AV), la mostra ha la cura culturale del filosofo Ernesto Forcellino – autore del testo principale in catalogo – e la direzione artistica di Gerardo Fiore.

In mostra, opere dal 1992 ad oggi, che articolano un pensiero dell’arte irriducibile a modalità di conformità stilistica o di cronaca artistica. Nel tempo, la ‘inattualità’ della ricerca dell’artista si è mostrata in una densa originarietà di linguaggio, che interroga la memoria stessa del gesto artistico, rievocandone la radice immemoriale.

Il percorso di Cipriano, che si è fatto nel tempo dialogante con il pensiero filosofico e poetico, ha tracciato un sentiero aperto alla riflessione del destino controverso dell’arte, pensando l’opera come luogo ‘tragico’ della irrisolutezza della definizione delle cose, nella ‘erranza’ di ogni stabilità espressiva e rappresentativa.  Per l’artista, l’opera è “corpo dell’anima” che cerca e si cerca, in un controtempo del linguaggio nel linguaggio stesso, che accede al silenzio e all’assenza, che nel gesto creativo rivelano il ‘dissidio’ originante tra mondo e non mondo, dissidio che l’arte custodisce come mistero visibile, sentimento inesplicabile della vitalità del senso dell’arte.

 

Il filosofo Ernesto Forcellino scrive:

“[…] E questo forse ci lascia intendere meglio il motivo di un ‘fare’ – come quello di Cipriano – che procede “in levando”, per sottrazione, quasi a voler recuperare e rendere tangibile, nelle cose che affiorano, la movenza irriflessa o l’inconscio in esse custodito, l’incoscienza tacita della (loro) natura. Provando però a lasciar vibrare precisamente questa inconsapevolezza, non già quindi conducendola alla superficie della coscienza, ma anzi – non altrove che nella superficie stessa – a mostrarne l’inconscio in quanto inconscio. Così è come se il lavoro artistico provasse a defilarsi nel gesto che compone, consegnandoci all’illusione – ancora necessaria – che quelle medesime immagini, quelle stesse figure, abbiano in certo modo preceduto l’operare a cui pur devono la loro presenza. Come se anch’esse fossero già (da sempre) state lì, al pari della pietra, del ramo, della terra che ospitano e da cui sono ospitate. Cose, ‘materiali’, che collaborano con l’opera o vi resistono, ponendo, per così dire, un limite alla mano creatrice, nel restituirci una storia remota e nascosta – anteriore all’uomo – che pure guardiamo, sebbene non sembri riguardarci.

È una storia che si deposita come cenere sulle forme (di qui il loro cromatismo ‘essenziale’), suggerendone il mistero, fino a ‘toccare’ quel punto d’indeterminazione dell’ordine cronologico capace di sconfinare, verrebbe da dire, in una ‘archeologia della temporalità’ nella stessa misura in cui lavora ad una archeologia dell’immagine, decostruita e ‘stratificata’.”

 

La mostra è visitabile fino al 31 maggio 2022, dal martedì al sabato: 9/12,30 – 16/18,30

Per info e contatti: 389 1629853

 

Franco Cipriano, nato a Scafati nel 1952, vive e lavora a Napoli, Scafati, e Parabita (LE). È attivo nella scena artistica dagli anni Settanta, con pratiche espositive e di scrittura teorica e di critica. S’interessa del rapporto tra arte e pensiero dialogando con diverse figure della cultura filosofica italiana. La sua attività artistica ha percorsi multiformi. La pratica della pittura e della scrittura incrocia esperienze multimediali, performative e forme di progetto per l’organizzazione dell’arte e della cultura. È promotore, dagli anni Settanta, di gruppi d’intervento artistico e culturale, ideando e realizzando mostre, azioni negli spazi urbani, organizzando incontri e azioni performative, come interazione di linguaggi, temi e questioni del Contemporaneo

È autore di testi critici e di poetica, pubblicati in riviste, monografie, volumi e cataloghi. La sua recente monografia HISTORIA (Grafica Metelliana Edizioni, 2015) raccoglie le molteplici tracce di dialogo e commenti della sua opera di filosofi, storici, critici, artisti, poeti, scrittori.

 Ideatore nel 1973 di OCT (operative comunicazioni territorio). È stato ideatore e art director dello Spazio Zero11 di Torre Annunziata, Napoli. È stato supervisore nelle attività del collettivo Di.St.Urb. Ha promosso e coordina “Artlante, comunità di studi e iniziative per l’arte contemporanea”. Collabora alla rivista filosofica internazionale “Shift” diretta da Daniela Calabrò, collabora con la rivista filosofica “Kaiak” e con “definizioni, magazine d’arte contemporanea”. È membro-ministro dell’Istituto Patafisico Partenopeo. È direttore artistico della rivista “Un coup de dès”, edizioni Esi, Napoli.

Tra le esposizioni collettive e rassegne:

 “Politikaction”, 1972 Centro Sud Arte Scafati, Prop art, Galleria Libreria Guida Napoli, “Immagini per una città”, 1974, Galleria Colonna Napoli;”La Scuola di Napoli”, 1978, Galleria Numerosette, Napoli; 1981, “Presenza e memoria; sette artisti italiani all’inizio degli anni ’80”, Palazzo Ducale San Cesario di Lecce;1983, “Art Itinera 83: Persistenza della pittura”, Castiglioncello;1985 “Italie aujourd’hui’: Sguardi sull’arte italiana dal I970 al 1985”, Centro Nazionale d’Arte Contemporanea, Villa Arson, Nizza. Ha partecipato alle X e XI e Quadriennali nazionali d’arte, Roma, 1975/1986. Nel 1986 “L’officina di Scafati”, a Scafati e Arezzo; 1987, “Opere-Rara Avis Alfano, Cipriano, Longobardi, Pisani, Tatafiore”, Castel dell’Ovo, Napoli. 1998, “Napoli frontale”, Santa Maria la Nova, Napoli. 2001 partecipa a “Insorgenze del classico”, Villa Campolieto, Ercolano; 2009 “Dialoghi di luce”, Scafati; 2013 “Anamorfosi della verità”, Spazio Zero11 di Torre Annunziata, “Visioni contemporanee”, Ravello; 2014 “Die Werte der Gemeinschaft / Il Valore della Comunità”, alla Stuttgarter Kunstverein e.V., Stoccarda, Germania; “Resurrectio”, Abbazia S. Pietro a Ruoti Bucine Arezzo; “Rewind”, Museo di Napoli Novecento, Castel S.Elmo, Napoli. Nel 2015: “Artlante vesuviano”, Tekla Sarno e Scafati Real Polverificio Borbonico; “Resurrectio Theatrum Resurrectionis”, Abbazia S. Pietro a Ruoti Bucine Arezzo; “Resurrectio” Unusual Art Gallery, Caserta. Nel 2016: “Pareti ad Arte”, Galleria Serrau, Napoli/Parigi; “Stazione Creativa/Profezia” Spazio MIL, Sesto S. Giovanni, Milano.

È presente con una video-intervista nella istallazione audio-video Città Limbo di Aldo Elefante, già esposta al Museo Madre. La sua opera “Dissidi dell’origine” (1986) è esposta nella collezione Napoli-Novecento presso Castel S. Elmo. Sue opere presenti nel Museo FRAC di Baronissi e nel Fondo Arte Contemporanea di Montoro oltre che in diverse collezioni private.

Tra le personali più rilevanti: “L’oro di Karl Marx”, 1980, Galleria Libreria Minerva Napoli; 1981, Galleria “Il Grifo”, Roma.”Finisterre” nel 1991 e “La cenere del cielo” nel 1993, EnzoEspositoArte Contemporanea Napoli; “Absentia Picta”, Istituto Suor Orsola Benincasa, Napoli. del 1995; Nel 1999 espone “Il Canto di Orfeo” all’ Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Napoli e “Corpo trascendentale” alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Scafati. “Tracce, non parole, tre libri” è la mostra-conferenza alla Fondazione Menna di Salerno. Nel 2001 una personale alla Galleria Giulia di Roma. Al Monastero di Camaldoli, Arezzo, nel 2006 realizza la mostra “Dell’immemore”. Del 2007 è l’antologica “Di estrema memoria”, Museo Frac, Baronissi. Nel 2010 è la mostra personale “Kataphysis”, al Museo di Villa Rufolo di Ravello, con testi di Stefania Zuliani e Vincenzo Vitiello. Nel 2015 “Togliere il nome alle cose”, Spazio Zero11, Torre Annunziata, Napoli; nel 2016 “Studio, Cipriano/Terminiello”, Unusual Art Gallery, Caserta; “Templum”, Convento S. Maria degli Angeli Torchiati di Montoro (AV), a cura di Montorocontemporanea. Del 2017 sono le mostre “Mysterium, bibliotheca philosophica” al Museo Nazionale Archeologico di Napoli e “Mistero chiaro, biblioteca catafisisca” alla Galleria Primo Piano, a Napoli; “Ikonostasi” (testi di Ernesto Forcellino e Luca Palermo) al Museo Irpino nel Complesso Monumentale ex Carcere Borbonico, a cura di Montorocontemporanea.

Cura per il Comune di Parabita (Lecce) il programma di mostre “Parabita Arte” nello storico Palazzo Ferrari., realizzando dal 2020 le esposizioni “Mater Nostra” e “Lo sguardo delle Muse”.