La preziosa lezione di Mons. Aiello al Convitto: “La cultura classica è come un faro nella notte. Non spegnetelo mai!”

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L’adesione del Convitto Nazionale  “ Pietro Colletta” alla Notte nazionale del Liceo classico è  da anni scelta convinta, ma non di scontata realizzazione in un anno che ha visto la comunità scolastica irpina, provata ma non svilita dall’anno di didattica a distanza a causa della pandemia.

“Gli alunni del Convitto– dichiara soddisfatto il Prof. Pellegrino Caruso, membro del Comitato Nazionale della Notte, presieduto da Rocco Schembra – restano i primi veri paladini dell’evento, impegnandosi a partecipare con spirito propositivo alla manifestazione. E’ grande, poi,  l’emozione per il fatto che il testo finale che ho avuto modo di scegliere per  oltre 300 licei, ispirato al mito di Ero e leandro e giudicato dai critici ultimo fiore della letteratura greca, con echi anche in Marlowe, abbia  avuto come  commentatore di eccezione per una sera  Mons. Arturo Aiello, il quale  ha voluto omaggiare il nostro istituto con bellissime riflessioni”.

“Ero e Leandro -ha esordito il Vescovo nel video messaggio indirizzato al Convitto- sono due innamorati. L’amore è sempre contrastato, per difficoltà interne ed esterne. Il contrasto, che il mito ci consegna, si lega ad una vicinanza  che si fa lontananza perché  di mezzo c’è  non solo un braccio di mare, ma anche l’opposizione da parte dei genitori, come sempre accade per gli amori. La storia è piena di ardimento perché Leandro attraversa il braccio di mare  ogni sera per incontrare l’amata con difficoltà legate al mare  d’inverno  in cui non ci si puo’ incontrare  e, quindi, si aspetta la primavera! E ‘ bello che Leandro dica:“ Quando vengo da te è come se il mare fosse in discesa, quando invece, volgo le spalle alla tua torre, è come se il mare mi fosse più avverso perché debbo superare non solo la difficoltà dell’acqua , ma anche quella della nostalgia”.

La storia ci è stata raccontata da Ovidio nel I sec. a. C.  e da Museo Grammatico nel V sec. d. C.Senza questi autori non avremmo tanta ricchezza perché nella  cultura classica vi sono le radici della cultura europea. Il Convitto “Colletta” – ha proseguito Aiello- vive la notte della cultura, un evento che riguarda tutta la nostra Nazione. Le storie della classicità ci aiutano ad affrontare momenti difficili della nostra vita personale o collettiva, come nel caso della pandemia da cui solo in parte stiamo uscendo comeda  una grande tempesta, che rende l’amore difficoltoso, per le comunicazioni interrotte. Leandro diventa, quindi, un maestro nell’ attraversare i marosi per raggiungere l’amata, il suo obiettivo d’ amore.

E ‘ importante, però,  che Ero tenga accesa la lampada, proprio come fanno i fari che aiutano i naviganti nelle notti tempestose . Una notte – racconta il mito-  un soffio di vento spegne la lampada, Leandro perde l’ orientamento  ed il mare pietoso porta il suo corpo ai piedi della torre, da cui l’amata si precipita per raggiungere il giovane in un ultimo caldo abbraccio.

Teniamo accesa la grande cultura dei classici che ci aiuta ad attraversare ogni notte.Auguro al Convitto nel quale sono passate le più belle intelligenze di Avellino e dell’Irpinia di continuare a tenere accesa la lampada della cultura classica”

Onorata dell’intervento del Vescovo la Dirigente dell’Istituto Prof.ssa Maria Teresa Brigliadoro, la quale ha ringraziato di cuore tutti i docenti e gli alunni che, con i loro lavori, hanno dimostrato    che le lettere classiche restano  un punto di riferimento dei nostri tempi, sottolineando come la cultura possa costituire sempre un ponte di inclusione.

Grata e soddisfatta per l’intervento di Mons. Aiello, di cui è stata mediatrice presso la Diocesi,la Prof.ssa Cinzia Favorito, che ha seguito in tutti gli aspetti organizzativi l’evento con le colleghe Linda Ciampi,  Anna Fusco e Giuseppina Satalino.

Con il supporto tecnico della Prof.ssa Maria Antonia Vesce e di Luiggi Amodeo si sono, così, susseguiti nella serata i vari interventi dei ragazzi,introdotti dalla prof.ssa Ilenia D’Oria, referente per il Convitto dell’evento, la quale ha anche curato momenti coreografici e recitativi della Notte, ispirati  al desiderio di amare e cambiare il mondo, oltre il tempo della pandemia…