La sfida è ridurre le disuguaglianze

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Giovedì prossimo, 28 aprile, la FAPACLI di Avellino (Federazione Anziani e Pensionati ACLI) celebrerà il suo quinto congresso provinciale dal nucleo tematico “Nuovi orizzonti per la FapACLi: da protagonisti sul territorio per ridurre le disuguaglianze”.Si tratta di un evento significativo di cittadinanza attiva e responsabile  del nuovo sindacalismo del cattolicesimo sociale italiano. Il dibattito scaturirà dalle tante competenze accumulate dagli anziani, dalle loro esperienze maturate, dagli sforzi compiuti che costituiscono una preziosa risorsa sociale da tutelare e lanciare nel cantiere di un nuovo umanesimo che colloca la  persona al centro del dibattito culturale e politico. Appena mercoledì scorso, Papa Francesco, in piazza San Pietro, per la catechesi sulla dignità che si deve all’età anziana’ ha affermato che “tante volte si pensa che quella dei vecchi sia una vita da scarto : e così li disprezziamo mettendoli da parte”.Le esperienze della condizione anziana , ha sottolineato il Papa,le fragilità spesso drammatiche, rischiano di suscitare assuefazione negli altri più giovani: E’ risaputo che le ferite gravi dell’infanzia e della giovinezza provocano, giustamente, un senso di ingiustizia e di ribellione, una istintiva  forza di reazione e di lotta. Invece le ferite, anche gravi dell’età anziana, sono accompagnate dalla sensazione che, comunque, la vita non contraddice sé stessa, perché è stata già vissuta. Eppure uno dei fondamentali comandanti di Dio è “onora il padre e la madre”, quasi per dire che la via dell’onorare è la via dell’amore speciale di cui le persone anziane hanno bisogno. In sostanza dovremmo interiorizzare in convincimento che noi dovremmo restituire ai genitori, ai nonni, l’amore che abbiamo ricevuto da loro durante la loro età non anziana. Pertanto mantenere relazioni affettive per loro è fondamentale. Offrire dignità a un nonno vuol dire miglioragli la vita. È questo un concetto che dovrebbe essere metabolizzato in famiglia. Poiché e difficile che un adolescente, da solo, si formi un’idea se non è comunicata dai genitori o dagli educatori, dalle forze sociali, dal volontariato o presenze di promozione sociale-come le ACLI- che operano all’interno delle nostre piccole comunità. Non casualmente il nucleo tematico del prossimo quinto congresso provinciale della FAPACLI affronterà le questioni enunciate. Anzitutto verrà delineata la figura di un anziano protagonista, vera risorsa sociale, umana, sociale e spirituale oltre che, più significativamente, socio pedagogica. Quest’ultimo aspetto trova agevole concretizzazione nel prezioso strumento del “racconto” come narrazione non vagamente fantastica, ma come fotografia suggestiva di un percorso esistenziale fortemente vissuto, prevalentemente in salita, contrassegnato da sacrifici esemplari e traguardi significativi raggiunti. Il territorio verrà indicato come il luogo fondamentale e prezioso spazio temporale per costruire quotidianamente l’impegno formativo dell’anziano. Territorio non solo come entità geografica e perimetro istituzionale definito, ma come l’alveo vitale di relazioni, di tradizioni, di dialogo intergenerazionale permanente. Certamente i postulati fondativi e le prospettive socio educative della FAPACLI saranno piste impegnative da percorrere attingendo alla fonte sorgiva della dottrina sociale della Chiesa  da cui le stesse ACLI hanno radicato  la loro missione civile  e  sociale.

di Gerardo Salvatore