La vera battaglia da vincere

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Una Pasqua anomala con un presente complicato e un futuro  ancora indecifrabile.  Non ci saranno le classiche scampagnate di Pasquetta e non ci sarà la messa in Chiesa. I riti cedono il posto all’irritualità.  Una Settimana Santa inedita, emergenziale vista la pandemia in corso. Tutto fermo e muto anche nei giorni di festa nonostante i timori del governo preoccupato per qualche uscita di troppo e per questo sta aumentando le strette sui controlli per chi viola la quarantena. In questa fase così anomala e senza precedenti il grande architetto e senatore a vita Renzo Piano in una recente intervista ha detto che soffre al pensiero che tutto quello che ha costruito è vuoto, gli edifici pubblici dove la gente si incontra e condivide valori come biblioteche, auditorium e musei sono vuoti. Le città come idee, come luoghi di civiltà, le piazze, le strade, i ponti sono tutti vuoti. Ad un creatore di spazi pubblici come Piano che ha celebrato con le sue costruzioni il fantastico rito dello stare insieme, del mescolare le proprie esperienze tutto questo vuoto dà una profonda tristezza. Il ritorno alla normalità che ci dà la necessaria speranza è ancora lontano. Il governo ha invitato gli italiani a resistere ancora a casa fino a dopo Pasqua lasciando intendere che il lockdown proseguirà anche oltre almeno fino agli inizi di maggio. Machiavelli nel suo “Principe” scriveva che una “crudeltà bisogna farla tutta insieme e subito, è il bene che va distribuito un po’ alla volta”.  Il Presidente del Consiglio Conte ha scelto la strada di somministrare un pezzo di amara verità poco a poco elogiando gli italiani che stanno dimostrando un grande senso di responsabilità. Non sappiamo dunque quando finirà la crisi sanitaria e in tanti già temono che la crisi sociale sarà una via crucis, con i deboli che rischiano di pagare il prezzo più alto. Ogni giorno che passa rende più difficile la ripartenza e la ricostruzione ma in questa terribile morsa che stiamo attraversando non abbiamo alternative.  Certo individuare oggi gli errori commessi e i ritardi che ci sono stati ci aiuterà per il futuro ma è con questa babele di norme e con queste inefficienze che adesso ci dobbiamo confrontare a partire dal colpevole ridimensionamento del Servizio sanitario nazionale. E’ inoltre facile ed evidente sostenere oggi che la chiusura totale è stata proclamata con ritardo. Un errore commesso dal nostro Paese ma anche dalle altre nazioni europee e dagli Stati Uniti. Al di là delle inevitabili polemiche è però chiaro che con il Covid – 19 dovremmo purtroppo continuare a convivere. Sarà forse questa la vera battaglia da vincere. La nostra Pasqua che etimologicamente deriva dal greco pascha e dall’aramaico pasah e significa letteralmente passare oltre. Il nostro passaggio sarà dunque scandito ancora per un  lungo tempo dal virus.  In questa fase di passaggio sarà bene ricordarsi dei veri e piccoli valori.  Ci ripromettiamo di essere migliori, di lavorare per generare mutuo soccorso, ripensamento, redistribuzione della ricchezza per rendere meno forte il prevedibile collasso economico.  Nel libro Ortodossia lo scrittore inglese Chesterton famoso per le storie di Padre Brown ripercorre la parte, a suo avviso, più bella del romanzo Robinson Crusoe che tanti di noi hanno letto da ragazzi.  Crusoe – scrive Chesterton –  è un naufrago che vive solo sopra un piccolo scoglio con poca roba strappata al mare: la parte più significativa del libro è la lista degli oggetti salvati dal naufragio. La più grande poesia è un inventario perché sono le cose piccole che ti aiutano e ti salvano in un naufragio.  Una metafora perfetta anche per noi che viviamo in questo tempo sospeso.  

di Andrea Covotta