L’astensione e il voto dei cattolici

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Il fenomeno dell’astensionismo, ancora rilevante in occasione dell’ultimo referendum popolare, ripropone il problema della voglia astensionista presente nel paese e all’interno dell’elettorato cattolico. Al di là della disgustosa personalizzazione di una politica cristiana è doveroso tentare qualche approfondimento del fenomeno che ha radici profonde, certamente lontane da quelle di superficie, preda delle faziose interpretazioni partitiche. Una recente indagine dell’Ipsos ha evidenziato che gli italiani si sentono più vicini, nonostante la crisi, alle parole che si richiamano alla comunità, alla coesione sociale, alla famiglia, alla solidarietà, al lavoro e al bene comune, in coda alle opzioni figura la partecipazione. Nell’agenda degli italiani, cattolici compresi, al primo posto è la lotta agli sprechi e alla corruzione (21%), seguita dalle preoccupazioni per il rafforzamento dell’economia (18%) e la difesa del potere d’acquisto dei salari e stipendi (18%). Dai politici cattolici ci si aspetterebbe più attenzione alle condizioni dei lavoratori, famiglie e poveri (47%) e più onestà e rigore morale rispetto agli altri politici (36%). I temi etici e ambientalistici registrano maggiore attenzione, perché il ricatto della crisi non faccia perdere di vista l’importanza decisiva delle questioni della vita, ma anche dell’ambiente, salvo poi trovarsi in situazione di drammatica contrapposizione come la vicenda dell’ILVA di Taranto. L’esigenza dell’elettorato cattolico di darsi una forza politica che lo rappresenti è minoritaria (9%) rispetto all’esigenza di organizzarsi come movimento per far sentire la propria voce – o almeno fare sintesi progettuale sulle grandi emergenze sociali – come è stato tentato nel corso dei due appuntamenti di Todi di alcuni anni fa. In sostanza si tratta di un salto di qualità nella rappresentanza politica dei cattolici in un momento in cui il renzismo dilagante sembra opacizzare i fondamentali principi costituzionali della democrazia rappresentativa, sostenuta da un ampio consenso popolare. La maggioranza degli italiani è convinta che gli attuali partiti siano destinati a scomparire cambiando radicalmente lo scenario attuale. Il 62% dei cattolici intervistati propende per una presenza politica che sia espressione della società civile, attraverso un diffuso esercizio partecipatico, attivo e responsabile. Lo straordinario messaggio umano e pastorale di Papa Francesco alimenta esponenzialmente questa tendenza, coinvolgendo anche signicativi livelli di elettori cattolici non praticanti, abitualmente non attenti alle sollecitazioni della dottrina sociale della Chiesa, a cominciare dagli appelli pontefici per far crescere una nuova generazione di cattolici. A questo proposito è, altresì, diffusa la consapevolezza che attualmente non ci sono "schiere" di cattolici pronti a impegnarsi in modo nuovo in politica. C’è da rilanciare entusiasmo per ricostruire un nuovo alfabeto comune, recuperando il meglio della tradizione del cattolicesimo sociale, attraverso impegnativi percorsi di formazione all’impegno sociale e politico. Si tratta, in sintesi, di mettere in cantiere, con consapevolezza e responsabilità, un nuovo protagonismo dei cattolici orientato al bene comune. Questa prospettiva, certamente generosa e urgente, appare come l’unica via per combattere l’astensionismo e l’antipolitica che rischia, se non si delineano nuovi e credibili scenari, di rivelarsi l’unica opzione politica possibile. C’è bisogno, pertanto, di pensare da adulti e superare uno stato di adolescenza infinita dei laici cristiani, pronti a provare le novità in un terreno fertile, caratterizzato dal coraggio e dalla responsabilità, convinti dell’urgenza che "loro" e non altri sono chiamati a costruire una società generativa costituita da uomini e donne liberi, impegnati a ricostruire un tessuto comunitario coeso e solidale. Uscire dalla irrilevanza non è solo un lodevole desiderio, ma è un grande compito per un forte cambiamento: per i cattolici del ventunesimo secolo sono, gli attuali, tempi di inderogabili scelte.
edito dal Quotidiano del Sud