Lavoro nero ad Avellino e Venticano, sanzioni e denunce

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Un agente della Dia nello stabilimento per la raffinazione dello zucchero e per la produzione di articoli alimentari, intestato alla famiglia Passarelli e sequestrato , oggi 8 aprile 2010, nell'ambito dell'operazione contro i beni dei casalesi. Dalle prime ore di stamane 200 uomini della DIA e dei Carabinieri di Caserta stanno eseguendo un decreto di sequestro beni per un valore complessivo di 700 milioni di euro emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli a carico di esponenti del clan dei Casalesi. CIRO FUSCO /ANSA /DBA

Un lavoratore privo di regolare assunzione ed omissioni in materia di
sicurezza sul lavoro: questo è lo scenario emerso da un controllo effettuato
presso alcune attività di Avellino e Venticano dai Carabinieri delle locali
Stazioni, che hanno operato in piena sinergia con i militari specializzati
del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Avellino.

Prosegue l’azione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino,
quotidianamente impegnati nel capillare controllo del territorio teso a
garantire rispetto della legalità finanche sui luoghi di lavoro, ancora
troppo sovente scenari di incidenti le cui conseguenze sono rese
maggiormente tristi dal fatto che il più delle volte risultano corollario
del mancato rispetto di normative e procedure di sicurezza.

Nel corso dell’ispezione eseguita presso un’attività commerciale di
Avellino, i militari operanti hanno riscontrato irregolarità sotto il
profilo della formazione e della sottoposizione a sorveglianza sanitaria dei
lavoratori destinati a mansioni classificate “a rischio”.

Per l’imprenditore di origine asiatica è scattato il deferimento in stato di
libertà alla Procura della Repubblica di Avellino.

Analoga denuncia per il titolare di un’azienda di Venticano che è stato
deferito alla Procura della Repubblica di Benevento.

Sono state contestate prescrizioni e sanzioni amministrative per un importo
complessivo di circa 9mila euro ed adottato un provvedimento di sospensione
dell’attività imprenditoriale nei confronti del titolare di un esercizio
commerciale, per aver impiegato lavoratori privi di regolare assunzione in
misura superiore alla soglia del venti percento del totale delle rispettive
maestranze fissata dalla normativa vigente.