Le energie dei cattolici

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Ora che Gerardo Bianco riposa nella sua amata terra irpina e la forte onda emotiva si placa nello spirito di tanti suoi estimatori ed amici, è necessario imboccare la via della consapevolezza affinché il suo straordinario magistero civile, culturale e politico fecondi l’humus del nostro territorio irpino. Consapevolezza che diventa impegno per raccogliere i semi culturali e civili che, benché sparsi su un terreno spesso arido, trovino vigore germinativo per ricordare ai nostri giovani, figli o nipoti che siano, che Gerardo Bianco ci ha consegnato un messaggio che non può esaurirsi in un ricordo, benché profondamente avvertito e ampiamente diffuso. Il messaggio del grande maestro credo che vada raccolto attraverso testimonianze ed iniziative concrete d’impegno civile e culturale, intese come servizio, umile, paziente e permanente per formare i nostri giovani attraverso l’incarnazione dei valori, spirituali e civili che hanno caratterizzato la titanica figura di Gerardo Bianco, in tutti gli ambiti che lo hanno visto impegnato, nella scuola, nella politica, nella promozione sociale e culturale. Solo così insieme – con passione e umiltà – possiamo uscire dall’attuale “grigiore opprimente di questo immeritato presente” sottolineato recentemente da Luigi Anzalone. Presente certamente immeritato ma vissuto – diciamolo con franchezza – con il disinteresse dei mediocri e di tanti non tali che aspettavano sempre che altri affrontassero l’agone del protagonismo responsabile nei lunghi momenti di colpevole attesa che hanno consentito l’ascesa al potere solo “degli addetti i lavori”. Allora raccogliere il grande messaggio di Gerardo Bianco, significa riscoprire il nostro dovere, di cittadini e di cristiani in cammino sulle vie impervie di un mondo provvisorio, per aprire ai nostri giovani il cantiere operoso delle virtù civili e spirituali, per colmare il vuoto deleterio delle nostre famiglie in crisi, della nostra scuola in affanno, delle nostre parrocchie non sempre presenti e di tante agenzie formative presenti sul territorio che spesso si rivelano solo sigle, prive di prospettive umane e sociali. Raccogliere il messaggio di Gerardo Bianco significa anche tentare concretamente – con grande modestia, ma forte determinazione – di coagulare tutte le energie umane e culturali del nostro territorio per costituire una Scuola di Formazione per l’Impegno Sociale e politico, coinvolgendo prioritariamente i nostri giovani. A riguardo, ricordo con profonda commozione, il suo forte incoraggiamento quando gli chiesi aiuto, con il sostegno delle ACLI Irpine, di una Scuola di Formazione sociopolitica intestata a Giorgio La Pira. La crisi pandemica ha bloccato il decollo concreto di questa iniziativa. Frattanto la morte del politico gentiluomo ripropone questa esigenza. A tal proposito mi sia consentito di salutare con grande interesse la nascita dell’Associazione culturale “Cattolici democratici Fausto Addesa” recentemente presentata presso il Circolo della Stampa di Avellino da parte di autorevoli amici. La mia modesta, masignificativa e pluridecennale militanza nelle ACLI, mi incoraggia nel credere che se tutte le energie culturali del cattolicesimo sociale irpino – aperte al dialogo e al confronto – con evidente spirito di responsabilità culturale e politica verso le giovani generazioni come Gerardo Bianco ha sempre dimostrato – con la necessaria umiltà, abbandonando la malintesa appartenenza a sigle e posizioni ideologiche pur rispettabili, ma frammentate – affrontano l’agone della formazione sociale e politica, l’orizzonte sociale e culturale e politico irpino potrà offrire nuova luce di speranza e di futuro.

di Gerardo Salvatore