Le scelte difficili

0
572

Di Gianni Festa

I turni elettorali richiamano sempre grande attenzione, in particolare in questo 2024 che tra Europee, Regionali e Amministrative vede una platea che coinvolge quasi tutto il Paese. Anche se non direttamente, anche il governo Meloni e la sua possibile durata. Il dibattito, appena all’inizio, riguarda le possibili candidature. Ma più che sui contenuti il confronto sembra avvenire sull’elemento spettacolo, almeno per quanto riguarda le elezioni europee. Così si assiste a intere paginate di giornali relative all’appuntamento tv tra Meloni e Schlein senza poter approfondire il tema di un’Europa che ha bisogno di una profonda revisione politica, a cominciare dalla necessità di un progetto comune della difesa. Non diversamente è lo scenario per quanto riguarda le elezioni regionali. In questo caso tutto è sospeso fino a quando non sarà chiarita la vicenda del terzo mandato che potrebbe far rientrare in gioco i governatori alla scadenza del secondo mandato. Tuttavia, per quanto riguarda le regioni meridionali, non ancora appare chiaro il disegno per il futuro di una politica unitaria, anche alla luce della entrata in vigore della Zes unica e del confronto sull’Autonomia differenziata regionale. Più sanguigna è la scadenza delle elezioni amministrative. Anche in questo caso, come per le europee e le regionali, si tornerà a discutere del tema dell’astensionismo che negli ultimi tempi ha fatto registrare una rilevante disaffezione degli elettori per la politica. Se questa è la situazione sul piano generale, essa non si distanzia molto, per quanto riguarda l’Irpinia, dove l’attenzione si concentra sul capoluogo, Avellino, e su quasi il cinquanta per cento dei Comuni chiamati alle urne. Qui, come si rileva dai servizi all’interno curati dalla redazione, la situazione è oltremodo confusa. Per la città non c’è ancora un progetto credibile: le grandi questioni aperte, come la vicenda della speculazione edilizia che avanza nelle more di un piano urbanistico pronto per la spartizione, o la confusione tra ricerca e gestione del centro per l’autismo e tanti altri problemi irrisolti, restano ancora nelle fumose intenzioni di un uomo solo al comando di una maggioranza senza volto e di una opposizione inconsistente. Il bilancio della gestione Gianluca Festa (le sigle simili tradiscono il diverso impegno), dopo una consiliatura all’insegna del populismo tra concertoni e manifestazioni dal dubbio gusto, a volte fatte passare per espressioni culturali, ha avuto l’impronta del clientelismo con scelte finalizzate a conquistare il consenso con danaro pubblico. Di questo segno, ad esempio, è la nomina di un’assessora venuta da lontano per vendere il brand avellinese nei paesi dell’est europeo o al festival di Venezia, come se la città non disponesse di giovani preparati e capaci di assolvere a questa funzione. C’è poi da dire che nelle scelte per le future amministrazioni si sente la puzza dei comitati di affari di squali vecchi e nuovi pronti ad allungare le mani sulla città dopo averla già in parte rapinata, segnandone il degrado. Esaminando poi il futuro dei comuni chiamati al voto a metà anno, quasi tutti sono affetti da situazioni che ormai si perdono nella notte degli anni: il mancato sviluppo e il conseguente spopolamento delle zone interne, già fragili per l’assenza di anime che parlano tra loro, l’illusione che il tutto si risolva con l’Alta velocità, quando ci sarà tempo per realizzarla, il progetto pilota dell’Alta Irpinia imbalsamato nella pochezza di iniziative qualificanti, o ancora, la piattaforma logistica che ha tanti padri e nessuna risposta convincente. E’ di questo che si dovrebbe parlare mentre le bocche restano cucite, sciupando anche l’occasione elettorale per fare un piano di sviluppo per l’Irpinia. Se queste elezioni saranno, per le motivazioni qui espresse, all’insegna del gattopardismo, un’altra occasione di partecipazione e di crescita sarà sciupata. Al contrario, auspichiamo che dal dato elettorale si possa cogliere quella volontà di rinascita di una classe dirigente capace di dare una decisiva svolta.