Lettera ad un’amica

0
546

 

Cara amica mia, oggi è San Valentino. La festa degli innamorati. Di chi l’amore lo porta nel proprio cuore, nella propria anima. Di chi lo ha conosciuto, di chi lo ha perso, di chi spera di ritrovarlo. Di chi deluso, lo rifiuta. Di chi sceglie di non amare pur stando insieme per paura della solitudine. In fondo esso è gioia, ma anche sofferenza e tormento. Nessuna, amica mia, può rinunciarvi. L’amore richiede cose semplici: umiltà, lealtà, coraggio, purezza di sentimenti. Esso è tutto questo, ma anche altro. Forse di più. C’è un rovescio della medaglia. Ed è il consumismo. Quello che la cosiddetta società del benessere impone come modello da conseguire. Scivolano sulle nostre spalle, quasi fosse un dovere, le campagne pubblicitarie che vorrebbero legare la festa al regalo. E giù fiorai improvvisati che spuntano in ogni angolo di strada, le confezioni di profumi avvolte con tanto di cuori, l’antico Bacio che ha fatto, in dispregio al santo, la propria fortuna. E’ anche così, inutile negarlo. Certo, il consumismo avanza inesorabilmente e ciò che dovrebbe essere la festa di un sentimento si trasforma quasi sempre in un’occasione sprecata. Ma l’amore all’onore delle cronache è sempre più un altro. Che sentimento è quello che indice al femminicidio? Che spezza giovani vite per desiderio di possesso, di supremazia, di tutto ciò che culturalmente non ha una spiegazione se non quella dell’infame vendetta di menti malate? Che amore è quello che si consuma in questo nostro Mediterraneo che giorno dopo giorno divora il corpo di uomini e donne, soprattutto bambini, in fuga verso la libertà? Che amore è quello che vede aumentare la miseria, affollare le mense dei poveri, riempire portoni con barboni avvolti in ruvidi cartoni, mentre chi ha finge di non vedere? O peggio nelle conversazioni di salotto si diletta a parlare con grande cinismo di questi drammi? Che amore è quello che vede giovani coppie dei clan malavitosi che, alla ricerca di facili guadagni, spacciano droga anche trattata male? Sarebbe bello che in questo giorno dedicato all’amore, alle coppie, al sentimento, si potesse allargare lo sguardo ai bisogni di chi nell’amore cerca solidarietà, comprensione, risposta al bisogno dell’esistenza. Lo so, qualcuno dirà che avrei potuto, almeno in questa occasione, lasciar perdere i problemi. Ma io che amo la vita so bene che bisogna abbracciarla con verità, solo così essa ti ricambia. Un tempo, quando Valentino era solo un santo, l’amore di coppia veniva vissuto in una semplicità, fatta di poche cose, con grandi sguardi sinceri e strette di mano che trasmettevano calore. Oggi invece la volgarità non ha confini. Le feste sono sempre più ricche e più pacchiane. E le persone sono sempre più sole. Ma ripartiamo dai gesti semplici, dall’amore per l’altro che è specchio di noi stessi. Non continuiamo così, non facciamoci del male. Buon San Valentino a tutti.

edito dal Quotidiano del Sud

di Gianni Festa