L’Europa che verrà

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Di Europa non si era mai parlato, e scritto, così tanto. Segno che, al di là delle occasioni celebrative, c’è volontà di recupero di una entità molto discussa, scossa da un populismo che ne mina la credibilità e contro cui occorre far valere la solidarietà. Il desiderio di separatezza che anima le forze ultranazionaliste e conservatrici va affrontato con decisione e fermezza, pena il fallimento di una Istituzione che, nel mondo globalizzato, ha un importante ruolo da svolgere. La distanza tra i cittadini e l’Istituzione va ricercata in alcune precise responsabilità. L’Europa è spesso vissuta solo nei momenti elettorali per il rinnovo del Consiglio europeo. Poi la burocrazia sopravanza rispetto alla politica. La classe dirigente è quasi sempre residuale, tanto che la deputazione viene spesso identificata con l’appellativo di “cimitero degli elefanti”. Tra governi nazionali e le commissioni europee non c’è quasi mai sintesi di azione politica. Talvolta le decisioni vengono imposte e non condivise. Non c’è, quindi, un modello di governo dei problemi che riguarda il territorio europeo. Un significativo esempio è la grave emergenza dell’immigrazione che trova differenti risposte, a seconda dei paesi che sono coinvolti. Né è possibile agire con un calcolo matematico attuando il principio delle cosiddette quote. C’è, inoltre, un problema di gestione dei fondi europei. Su questo terreno l’Italia non è un esempio diligente. Mancanza di progetti di sviluppo complessivo, uso distorto delle risorse, restituzione a Bruxelles dei finanziamenti non utilizzati, fanno parte di quella radice del male che genera malapolitica e allontana quel sogno europeo dei padri fondatori. Certo, oltre le contraddizioni, vi sono stati anche fatti positivi che non vanno dimenticati, come la grande fatica per abbattere il Muro. Ma ora è tempo di ripartire, di rendere l’Ue più forte e solidale. Occorre portare avanti una politica per la crescita e l’occupazione, soprattutto giovanile. La nuova Europa deve nascere soprattutto con queste sfide.

edito dal Quotidiano del Sud

di Gianni Festa