L’importante è votare 

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E tu per chi voti? Vincerà Cipriano o Festa? Chi sarà il sindaco di Avellino? Chi la spunterà ad Ariano irpino tra Gambacorta e Franza? E giù via con una, dieci, cento domande, aspettando i risultati del 9 giugno quando dalle urne uscirà l’esito dei ballottaggi. Solo allora per il vincitore ci saranno fiori e sorrisi slabbrati, palchi affollati e fiumi di spumante. Proprio come accade per ogni tappa del Giro D’Italia, in cui la competizione – in questi giorni di passione ciclistica- è ben diversa. Intanto i candidati si confrontano sui programmi, affidandosi a slogan accattivanti, chiedendo il consenso con promesse da dover poi onorare. Pesa sul voto di domenica prossima l’incognita astensione. Essa fa la differenza per il risultato finale. Le statistiche insegnano che tra il primo turno e il ballottaggio le percentuali dei votanti diminuiscono clamorosamente. I motivi sono facilmente intuibili. Chi si è speso nella prima tappa correndo anche da candidato solitamente viene trascinato dalla delusione verso disinteresse e nella tappa successiva diserta le urne. Oppure resta in attesa di un segnale di attenzione da parte del candidato-sindaco a cui si rivolge promettendo il sostegno. Si tratta di variabili, difficilmente valutabili, che possono, comunque, fare la differenza. Oltre questo c’è una responsabilità collettiva che assegna al voto il significato di una volontà nell’interesse delle comunità che chiedono di essere ben amministrate. Da questo punto di vista la partecipazione al voto è un diritto- dovere che va onorato senza se e senza ma. Perché sia chiaro, conclusa la competizione i veri vincitori dovranno essere le città: Avellino e Ariano. In particolare per il capoluogo ci sono esigenze non più rinviabili. Dopo la iattura del governo azzoppato a soli pochi mesi dall’insediamento, Avellino deve recuperare la dignità perduta, l’identità smarrita, la logica del fare dentro una questione morale oggi assai compromessa. E’ una grande fatica, ma va perseguita con coraggio e determinazione. Per il bene comune.

di Gianni Festa