L’Irpinia celebra la Giornata mondiale dell’udito

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di Michele Zarrella

Il tre marzo è la giornata mondiale dell’udito. L’udito è la sensazione acustica costituita da una serie di vibrazioni, onde elastiche longitudinali dovute a variazioni di pressione dell’aria che formano le cosiddette onde sonore prodotte da una sorgente sonora. Tali onde sono udibili nell’intervallo fra 16 e 20.000 hertz, che è l’unità di misura della frequenza. Al di fuori di tale intervallo ci sono gli infrasuoni e gli ultrasuoni.

Quando l’onda sonora arriva al padiglione auricolare viene convogliata nel condotto uditivo. È un piccolo tunnel nel quale, a causa del restringimento della sezione, le onde acquistano maggiore velocità e vanno a sbattere sul timpano, costituito da una membrana come quella di un tamburo, la quale entra in vibrazione e di conseguenza produce a sua volta delle onde, amplificate rispetto a quelle entranti, in modo da trasmetterli in tutta la loro gamma, tramite ulteriori passaggi, al cervello: dal rumore di un grave che cade alle voci familiari, dalle complesse melodie di un coro polifonico alle raffinate sinfonie per orchestra.

Questo meraviglioso senso dell’udito si sviluppa nell’utero materno a partire dal sesto mese di gravidanza. Da questo momento in poi il feto “sente” le vibrazioni sonore prodotte dal cuore, dal respiro e dai borborigmi materni. Il feto incomincia a “sentire” le vibrazioni e a distinguere le voci familiari e le vibrazioni della musica.

Oggi l’uomo moderno è invaso dai rumori che, a lungo andare, possono danneggiare il nostro organo dell’udito. Porre l’attenzione a questi problemi è importante, perché il nostro orecchio una volta danneggiato non è riparabile. Secondo l’OMS circa il 50 per cento delle persone comprese fra i 12 e i 35 anni rischia di sviluppare danni all’udito. Tra le cause principali l’esposizione a forti rumori: spari, sirene, decollo di aerei, l’ascolto di musica ad alto volume (in cuffia o nei concerti). Sono preferibili gli auricolari alle cuffie perché ci isolano di meno dall’esterno ed è buona norma usare i tappi in luoghi di lavoro con rumore continuo. I suoni si misurano in decibel (db). Una normale conversazione è di 60 db, ma ci sono luoghi urbani come le stazioni di metropolitane, treni e pullman, vicinanza ad aeroporti dove si raggiugono i 110 db che è il rumore prodotto da un martello pneumatico alla distanza di pochi metri. Cosa importante è stare alla larga dai forti rumori che superano gli 85 db. È buona norma coprirsi subito le orecchie con le mani in caso di rumore eccessivo. Altra accortezza è asciugarsi accuratamente le orecchie dopo docce e bagni e non pulirsi con i bastoncini che possono danneggiare il timpano. Attenzione ai rumori improvvisi: non fate strombettate o altro rumore inaspettato vicino alle orecchie delle persone e soprattutto dei bambini. E tenetevi lontano dagli altoparlanti. Consigli da mettere in pratica non solo oggi, ma per tutto l’anno.