L’odiosa truffa

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Con l’avvicinarsi delle feste di Natale e Capodanno cresce la preoccupazione per l’odioso reato di truffa contro gli anziani indifesi. Si tratta di una vera emergenza sociale vissuta non solo dagli anziani direttamente colpiti da questo fenomeno crescente, ma anche dalle loro famiglie di appartenenza, consapevoli che non si tratta solo di un danno economico, ma anche di un danno psicologico e umano che spesso determina la morte degli anziani stessi. A fronte di questa preoccupante situazione la Federazione Anziani e Pensionati delle ACLI Irpine ha ravvisato l’urgenza di una approfondita riflessione sull’attuale normativa che riguarda il reato di truffa che nella sostanza della sua efficacia, non si rivela dissuasiva da parte dei truffatori. Nasce, quindi, l’esigenza di sanzioni più severe e una maggiore certezza della pena per chi commette i diffusi reati di truffa agli anziani con l’approvazione di una legge che renda obbligatorio l’arresto in flagranza di reato. Lo stesso trattamento delle misure cautelari va cambiato. Attualmente è previsto che non si possa applicare la custodia in carcere o agli arresti domiciliari se «il giudice ritiene che con la sentenza possa essere concessa la sospensione condizionale della pena ». E questo avviene quasi normalmente nel caso delle truffe, per cui i malviventi si trovano ad attendere il processo sempre in stato di libertà con la possibilità di continuare a delinquere. In ordine a questo specifico aspetto nella proposta di legge presentata dall’on. Ermini, responsabile giustizia del PD, è prevista la possibilità di evitare la sospensione condizionale della pena per chi raggira persone con età superiore ai 65 anni. Non scatterebbe più automaticamente per condanne sotto i tre anni, ma è necessario che il responsabile della truffa ai danni di anziani risarcisca la vittima del danno subito. In sede parlamentare sono stati presentati altri disegni di legge, spesso frammentari e non totalmente efficaci. Un contributo autorevole e operativamente valido e concreto sulla materia costituisce il nucleo tematico di un convegno organizzato dalla FAP-ACLI di Avellino, per giovedì 22 dicembre p.v., alle ore 16,30, presso il Circolo della Stampa di Avellino. Il tavolo dei relatori vedrà impegnati lo scrivente – segretario provinciale della federazione irpina della FAP – che introdurrà i lavori, il dott. Rosario Cantelmo, procuratore della repubblica di Avellino, Mons. Francesco Marino, Vescovo di Nola e Amministratore diocesano della nostra diocesi, l’avv. Fabio Benigni, presidente Ordine avvocati di Avellino, l’avv. Ennio Napolillo, presidente Associazione Giovani Penalisti Irpini e il maggiore Luigi Nocerino, comandante del reparto operativo dei carabinieri di Avellino. I lavori iniziati con i saluti di Mimmo Sarno, presidente provinciale delle ACLI irpine saranno conclusi da Serafino Zilio, segretario nazionale FAP ACLI. Al convegno sono stati invitati tutti i rappresentanti parlamentari irpini e i responsabili provinciali dei sindacati di categoria. I lavori saranno magistralmente coordinati dal nostro direttore Gianni Festa.
edito dal Quotidiano del Sud