L’umanità del lavoro e la tecnologia 

0
803

Il panorama della ripresa settembrina delle iniziative culturali e politiche registra momenti di grande rilevanza nazionale. Il 50° incontro nazionale di studi delle ACLI – 14- 16 settembre Napoli, Stazione Marittima- costituisce certamente un evento di significativo spessore culturale e politico, momento preparatorio importante dello sforzo di riflessione e di proposta della 48ª settimana sociale dei Cattolici Italiani, Cagliari 26- 29 ottobre 2017. Il tema della tappa partenopea delle ACLI. “L’umanità del lavoro nell’economia dei robot – Valore-Lavoro-” riafferma la storica fisionomia di presenza culturale e politica delle ACLI nella realtà sociale e politica italiana ed europea.
La questione della forte presenza degli strumenti tecnologici e delle reti internet nell’attuale momento di cambiamento epocale determina non pochi interrogativi nelle aspettative del cittadino comune. Uno di questi interrogativi riguarda la possibilità – i tempi ed i modi – di salvaguardare il ruolo e la dignità delle persone che lavorano all’interno dell’attuale “nuova rivoluzione industriale”. Le sfide che la situazione socioeconomica del Paese ci pone davanti non sono poche né facili: una di queste è rappresentata dalla esigenza di un nuovo piano industriale, lanciato dal Governo con Industria 4.0, per sostenere le trasformazioni necessarie per rendere competitivo il nostro composito sistema produttivo costituito di piccole e medie imprese, attive in settori che vanno dall’agricoltura all’artigianato, dall’abbigliamento alla manifattura, dai servizi più moderni e innovativi di turismo e al mondo dell’economia civile. All’interno di questa complessa realtà emerge drammaticamente la questione dell’investimento delle risorse sui giovani: la loro esclusione dal mercato del lavoro si rivela di fatto come una esclusione di forze più fresche, ricettive ed innovative, con la conseguente determinazione di gravi sacche di precarietà. Sul piano della innovazione dei processi produttivi va sostenuto il bisogno di una nuova formazione professionale – Aiello del Sabato – Notevole interesse ha destato nella comunità aiellese la mostra fotografica, organizzata dalla locale pro-loco sugli ” Antichi Mestieri “, tenutesi nei giorni scorsi, nei locali della stessa organizzazione. Un ritorno al passato anche se solo fotografico che ha riportato alla memoria dei più anziani i tempi che furono, mentre nei giovani ha trasmesso curiosità e quasi incredulità nel vedere come si costruivano oggetti, che oggi basta andare al supermercato e con modestissime cifre si comprano. Un vero lavoro certosino voluto dal Presidente Eugenio Cucciniello, che ha dato i necessari consigli ai suoi collaboratori. Un impegno di svariati anni di ricerca, ma ha dato il via ad una problematica che sembra non toccarci , invece, se si pensa che non sono tanti gli anni che ci dividono da quando era questa la vita quotidiana dei nostri nonni. Alcuni di questi artigiani sono ancora in vita e ricordano quei tempi con orgoglio, e non disdegnano di mostrare gli attrezzi di lavoro e fare qualche dimostrazione e mettere in mostra il loro saper fare, mentre .altri ancora oggi svolgono il lavoro quale fonte di guadagno. Ci consenta il presidente Cucciniello, non parleremmo di Antichi Mestieri, ma dei Nostri Mestieri che erano i lavori dei nostri avi, quando eravamo povera gente. Pellegrino La Bruna sionale che porti l’Italia a livelli europei: l’ultimo censimento ISFOL registra in Italia 8 mila allievi impegnati nei percorsi formativi mentre in Germania ve ne sono 900 mila. I lavori del 50° incontro nazionale – con la partecipazione dei quadri dirigenti nazionali, europei ed internazionali delle ACLI, con il contributo dei livelli istituzionali ed ecclesiali regionali e nazionali (cardinale Sepe, presidente De Luca e ministro Delrio) hanno focalizzato la necessità e l’urgenza di una ecologia integrale che esalta l’osmosi tra ambiente, economia e modelli sociali; che valorizza l’impatto culturale per connettere le sensibilità artistiche, storiche, umanistiche” da “irrazionali” a quelle “razionali” e scientifiche; che promuove la qualità dei nostri mondi vitali come gli spazi pubblici e i beni di consumo. In sintesi con l’evento di Napoli le ACLI hanno focalizzato la loro attenzione sulla loro dimensione popolare che si concretizza in uno sforzo educativo, sociale e progettuale a sostegno di una comunità in cammino sulle vie del mondo su tre direttrici: politica, sociale ed ecclesiale convergenti sull’obiettivo comune di passare dall’io al noi. Si tratta, nella sostanza, di coniugare l’antico ma sempre nuovo binomio – pensiero ed azione-obiettivo costitutivo di fondo delle ACLI nell’alveo della dottrina sociale della Chiesa.

di Gerardo Salvatore edito del Quotidiano del Sud