Memoria, siate sempre testimoni: il monito dall’istituto Aurigemma di Monteforte

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MONTEFORTE – “Non smettete mai di essere testimoni”. Sceglie di partire dalle parole di Elisa Springer la professoressa Gaetana Aufiero nel corso del confronto presso l’istituto Aurigemma, dal titolo “Ricordare per educare”. Sottolinea come “l’Italia faccia ancora fatica a ‘sbucciare la cipolla’, a fare i conti con il proprio passato” e ripercorre la strada che condurrà l’Italia all’approvazione delle leggi razziali, dal sogno di avere un posto al sole, conquistando l’Etiopia e la Somalia, alla propaganda di regime, costruita anche attraverso un rigido sistema di educazione, fino alle prime forme di censimento ed esclusione della vita sociale degli ebrei. “Sorprende dalle pagine dei diari di guerra – spiega Aufiero – il razzismo latente nelle parole dei soldati italiani in Africa che realmente consideravano quei popoli inferiori. Saranno realizzati lì dei veri e propri campi di concentramento. Gli italiani troveranno, poi, nella comunità ebraica, in casa loro, il nemico, il popolo da discriminare perchè considerato inferiore”. Quindi si sofferma sul sistema di istruzione che caratterizzava il periodo fascista: “Era quella di allora un scuola che imponeva ai docenti anche il tipo di educazione da trasmettere, a partire dall’attenzione all’arte militare”. Un percorso ricostruito, passando in rassegna anche le storie di due irpini che ebbero un ruolo di primo piano in quegli, da Giovanni Preziosi, tra i maggiori sostenitori dell’antisemitismo a Giovanni Palatucci, il questore che salvò migliaia di ebrei, attraverso una preziosa mostra, allestita presso l’istituto, che potrà essere ammirata fino a giugno. E’ la dirigente Angela Medugno, a ricordare il ruolo a cui è chiamata la scuola di educare al rispetto dell’altro, a partire dal ricordo della Shoah. Un impegno ribadito dal vicesindaco Martino Della Bella e dall’assessore Lia Vitale: “La vera sfida è quella di andare al di là dei pregiudizi e della indifferenza. Perchè è concreto il pericolo che si dimentichi”. Parole rilanciate dalla rappresentate del Consiglio dei genitori Alessandra Munno: “Diventa fondamentale il dialogo con le famiglie per superare qualsiasi forma di discriminazione a scuola e nel quotidiano”. E’ il professore Ottavio Di Grazia a lanciare l’allarme: “Troppi sono i segnali inquietanti di fronte ai quali ci troviamo, a partire dal fatto che una donna come Liliana Segre, testimone della Shoah, debba andare in giro con la scorta. Sono riesplosi all’improvviso tutti i tipi di razzismo. Non dobbiamo abbassare la guardia. Il pericolo è sempre vivo”.