“Meno assessori, più qualità per non perdere il “treno” europeo”: Preziosi riceve il placet di Foti sul governo a tempo

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"Sono un consigliere di opposizione e resto tale. Non a caso, per la coerenza che mi ha sempre contraddistinto, nel corso del Consiglio comunale di lunedì prossimo voterò contro gli equilibri di bilancio.
Laddovè l’ordine del giorno dovesse passare, allora sono pronto a sostenere il sindaco verso un nuovo e più proficuo modo di amministrare".

E’ la premessa dovuta dell’avvocato Dino Preziosi, nel corso della conferenza stampa convocata questo pomeriggio al Circolo della Stampa, fiancheggiato dal consigliere Domenico Palumbo, a poche ore dall’incontro avuto con il sindaco di Avellino, Paolo Foti, per discutere del possibile accorso sul governo a tempo, ridefinito dei "100 giorni".

Che siano 80 piuttosto che 130, per Preziosi non è questo l’aspetto da cui partire. Piuttosto, le pregiudiziali che ha posto al sindaco, e per le quali dice di aver trovato il favore del suo interlocutore, riguardano l’azzeramento della giunta, il restringimento degli assessori da 9 ad un massimo di 6 e una programmazione che punti tutti suoi fondi europei ed i progetti relativi a quel settore.

"E che sia chiaro- aggiunge perentorio Preziosi- io non ho indicato nessun nome a Foti, né lo farò. Se li scelga lui gli assessori, a condizione che siano tecnici di altissimo profilo e che, vi garantisco, con le competenza specifiche in determinati settori, saranno in grado di fare ciò che un politico non riesce a fare in più tempo".

Un azzeramento che, pare, non sarà totale. Il sindaco si è riservato la possibilità di confermare, almeno a "tempo", qualche figura già parte della sua squadra, per una questione di continuità amministrativa.
Da questo punto di vista Preziosi si dice favorevole a condizione che venga rinnovato l’assessorato su cui si fonda il nuovo progetto, ossia quello relativo ai fondi europei.

La bontà o meno del cosiddetto governo a tempo, per il consigliere di opposizione dovrà essere valutata nel luogo deputato, ossia il Consiglio Comunale.
Una verifica che, inoltre, l’avvocato demanda anche ad i cittadini attraverso l’organizzazione di incontri pubblici, a partire dalle periferie, "dove sarà la città a dire se si proseguirà lungo la strada tracciata o non è servitp a nulla e allora andiamo tutti a casa".
Se invece il "patto politico" dovesse consegnare gli obiettivi agognati, Preziosi non esclude che si possa andare avanti fino al 2018.

Un’apripista per l’accordo politico per le prossime elezioni?, spingono i cronisti. Aspetto sul quale Preziosi frena. "Non è detto nemmeno che mi candidi personalmente- aggiunge- Ciò che è certo è che se dovessi scendere in campo lo farò con un patto civico".

Tornando ai delicati giorni nostri, Preziosi torna a dire come sarebbe deleterio per la città essere commissariati in questo momento, perdendo definitivamente la possibilità di attingere alla programmazione europea dell’agenzia 2014-2020 e, dunque, di poter lavorare sui settori indicati.

Se la posizione di Preziosi e Palumbo, sembra essere condivisa da almeno altri due consiglieri di opposizione.
La bordata finale è quella che l’avvocato lancia ai cosiddetti "dissidenti" della maggioranza, chiarendo anche il perché ha ritirato la mozione di sfiducia presentata nell’ultimo Consiglio.
"E’ facile relegare la repsonbsablità ad un solo uomo- dice a riguardo- quei consiglieri volevano che nella mozione di sfiducia venisse annullato l’aspetto relativo alle responsabilità del Partito Democratico", aggiungendo come "queste persone avrebbero potuto tranquillamente sfiduciare il sindaco votando contro al bilancio, mentre non si sono presentati in aula".