Migranti: la grande beffa 

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Dappertutto – e ora anche in provincia di Avellino – si stanno susseguendo fatti che dimostrano la grande opacità e le falle, a monte e a valle, del sistema di accoglienza e di gestione dei migranti. Fondato su procedure “lasche”. Assai poco vigilato. Affidato a cooperative. Talvolta “infiltrato” da speculatori economici. O da sfruttatori politici. Alla faccia della generosità dei cittadini in buona fede e di tante organizzazioni serie operanti nel settore. E si cominciano a scoprire alcune stranezze solo grazie all’azione meritoria delle magistrature.

Tanti dubbi presenti nell’opinione pubblica non sembrano aver trovato finora analoga attenzione da parte delle istituzioni, quantomeno disattente o distratte. Però, forse, qualcosa si sta muovendo. Può esserne ritenuto emblematico il clamoroso annullamento – con una secca sentenza, da parte del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sez. di Salerno – dell’aggiudicazione della super- gara (quasi due milioni e mezzo di euro!) per la gestione dei migranti nel Comune di Sant’Angelo dei Lombardi. Contro di essa il ricorrente aveva lamentato una montagna di motivi di censura. Violazione e falsa applicazione del bando e del disciplinare di gara. Eccesso di potere sotto il profilo della contraddittorietà, irragionevolezza, travisamento dei fatti. Sviamento e disparità di trattamento. Difetto di istruttoria. Mancata assegnazione di molti punti al progetto del ricorrente.

I tanti motivi sono riportati dai giudici amministrativi nella sentenza con cui hanno ritenuto illegittima l’aggiudicazione della gara! Come mai, allora, nessuno ha sentito il bisogno di approfondire la fondatezza o meno delle perplessità pubblicamente avanzate da concorrenti e cittadini? Eppure, qualche elemento almeno per guardare un po’ più a fondo c’era, considerata la forte impronta partitica nella vicenda e le polemiche contro l’arrivo di immigrati non gestiti dalla cooperativa aggiudicataria. E i cittadini oggi si chiedono come è stato possibile che sia accaduto. Anche al di là del caso specifico questa vicenda permette di comprendere meglio le possibili falle nel funzionamento dei meccanismi che regolano la materia. Di adozione dei provvedimenti. Di vigilanza e di controllo.

Il moltiplicarsi delle inchieste in tutta Italia sta vistosamente dimostrando che il sistema si è rivelato spesso un colabrodo, permeabile da inammissibili influenze politiche. Da giochi locali. O addirittura criminali (come a Roma con Buzzi). Le procedure amministrative fissate dalla legge sono insufficienti oppure in ormai numerosissimi casi vi sono state negligenze, inefficienze o altro nella catena dei soggetti che potevano o dovevano vigilare sulla corretta aggiudicazione di progetti che comportano esborsi rilevantissimi per le casse pubbliche? Perchè ogni volta bisogna attendere le sentenze dei giudici? In proposito, i cittadini sono curiosi di conoscere, ad esempio, quante e quali forme e iniziative di controllo sulle cooperative affidatarie della gestione dei migranti siano state effettuate, fin dal varo del sistema Sprar, dagli organi di sorveglianza ai vari livelli territoriali e istituzionali ! Comunque, c’é bisogno di un severo tagliando. Con adozione di una reale vigilanza. Varo di diffuse e penetranti forme di controllo. Profonde modificazioni dei meccanismi organizzativi generali. La politica saprà e soprattutto vorrà farlo davvero? Avrà finalmente il coraggio di rinunciare ai suoi vantaggi clientelari quando non direttamente economici ?

di Erio Matteo edito dal Quotidiano del Sud