Monteforte, ex ospedale San Giacomo, Sibilia: il Comune dica cosa intendere fare

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“Esprimo tutto il mio sostegno agli attivisti del M5S di Monteforte Irpino che stanno seguendo da vicino la situazione dell’ospedale San Giacomo. Ricordo prima a me stesso che stiamo parlando di un nosocomio di origini antichissime, le cui vicissitudini sembrano non avere fine. Innanzitutto, dai documenti presi dai nostri consiglieri comunali Paola De Cunzo e Paolo de Falco – ai quali va anche tutta la mia più profonda gratitudine per il lavoro svolto – presso gli uffici comunali, si evince che l’ospedale non è accatastato”. Ad affermarlo è Carlo Sibilia, deputato del Movimento Cinque Stelle. “Ricordiamo – prosegue – che finalmente, il 29 marzo 2016, il Tribunale si pronuncia accogliendo la richiesta del Comune di Monteforte e, di fatto, restituendo la proprietà al Comune. La sentenza è provvisoriamente esecutiva ex lege, dato che si attende la decisione della Corte d’Appello a cui, nel mese di luglio 2016, l’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino si è rivolta, impugnando la sentenza. Il 1° dicembre 2016 si terrà la prima udienza alla Corte D’appello di Napoli”. Carlo Sibilia ricorda che “si tratta di una struttura appetibile, economicamente parlando, in quanto al centro di due importanti uscite autostradali, e collocata in una zona di flusso favorevolissima, tra i circa 100.000 abitanti dell’area avellinese ed i circa 100.000 abitanti dell’area che arriva fino a Nola. Una struttura che, ad oggi, è forse l’unica esistente che può rappresentare un volano per l’economia montefortese. Preda di mire privatistiche, questa superficie già realizzata di 10.300 mq, dotata di ampio parcheggio, va tutelata e non svenduta, va rivalutata e  riqualificata affinché la sua oculata gestione possa contribuire al risanamento delle casse comunali e alla ripresa dell’economia locale”. La proposta del componente del direttorio, ricalca il lavoro dei consiglieri comunali pentastellati. “Appoggiamo in pieno i Consiglieri Paola De Cunzo e Paolo de Falco del M5S che hanno presentato una interrogazione comunale affinché fosse chiarito e reso pubblico cosa il Comune sta facendo per rendere esecutiva la Sentenza del 29/03/2016 e quindi per essere immesso nel possesso e nella detenzione di tutti i beni di sua proprietà citati nella sentenza; quindi di conoscere se il Comune di Monteforte Irpino, anche al fine di superare le annose incertezze connesse al giudizio di Appello o di un non auspicabile ulteriore giudizio in Cassazione, intenda promuovere un tavolo di confronto con le controparti, al fine di praticare una soluzione di definizione bonaria e condivisa della vertenza, tesa a far sì che questi beni possano finalmente ritornare a rappresentare una risorsa del patrimonio comunale. Sappiamo quanto lunga ed annosa possa essere la controversia legale, ma dobbiamo ora interrogarci su qual è  la pianificazione più idonea a rilanciare la struttura e con essa l’economia locale. È auspicabile, quindi, che possa esserci un dibattito che renda partecipi, e non solo informati, i montefortesi affinché, attraverso gli strumenti democratici adatti, quali ad esempio il referendum comunale, possano prender parte ad una decisione che può cambiare, in meglio, il futuro del loro paese. Ovviamente bisogna aprire tale confronto anche a terzi privati interessati ad acquisire la disponibilità di detti beni che, invece, ad oggi, rimangono per la maggior parte abbandonati e destinati ad un ulteriore degrado, che ne comprometterebbe definitivamente un futuro recupero. Va, quindi, tutelata una gestione partecipata e condivisa, attraverso un tavolo di lavoro che sia aperto alle parti interessate, che si farà garante delle decisioni che verranno prese in merito e della progettazione ed esecuzione di un progetto serio a lungo termine, che sia lontano da ogni idea di svendita e di compromesso, ma bensì foriero della rinascita della struttura”.