Nasce “Scostumati”. Da Sant’Andrea di Conza ad Aversa: “Vogliamo riportare le competenze al Sud”

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Un collettivo per fare la propria parte da lontano, per offrire un
contributo per il rilancio del territorio mettendo insieme energie e
risorse. E’ questa l’idea da cui nasce “Scostumati”. “Da qui ce ne siamo
andati via in carovane – si legge nel manifesto del collettivo sul loro
sito www.scostumati.org – perché non credevamo in alternative. Qui siamo
tornati per mettere in pratica quello che abbiamo imparato andando via.
Qui restiamo perché vogliamo un Sud all’altezza delle nostre aspettative
e resistiamo all’idea di non rassegnarci perché tanto non cambia mai
niente. Qui, più che da altre parti, c’è bisogno di Scostumati”.
Tra i fondatori del collettivo anche un’irpina, Geraldina Vespucci,
originaria di Sant’Andrea di Conza, che vive da alcuni anni a Milano.
Assieme a lei Claudia Zampella, originaria di Aversa (CE), anch’essa a
Milano, Sara Lauro, di Angri (SA) da qualche anno a Bologna, Raffaele
Ferrara, di Castrovillari (CS) attualmente a Nizza, e Antonio Giametta,
di Grumo Nevano (NA). Tutti giovani del Sud sparsi in Italia e in
Europa, che fanno della distanza e dell’attivismo digitale la loro
forza, e proprio per questo non hanno mai smesso di tenersi in contatto
e portare avanti il progetto anche nel periodo della pandemia.
“Scostumati” nasce, infatti, proprio dal desiderio di guardare ad un
mondo profondamente trasformato in cui molti ragazzi del sud Italia sono
andati via dai paesi, dalle città, dai luoghi in cui sono cresciuti,
facendo tante esperienze, ma portandosi sempre quel bagaglio con sé,
fatto di luoghi che diventano tanto più casa quanto più si è lontani.
Sono ragazze e ragazzi, donne e uomini, che in molti casi sono partiti,
tornati, ripartiti, vivono ed hanno vissuto in altre città italiane,
europee, oltreoceano. Parlano dialetto e italiano così come inglese,
cinese, arabo, spagnolo, francese. Appartengono a questi nuovi luoghi,
così come ai propri luoghi di origine. E hanno dentro di sé ancora il
desiderio di cambiare le cose, di fare la propria parte di mettere a
disposizione ciò che hanno imparato per lo sviluppo del Sud. “L’idea –
spiegano i fondatori – è quella di una rete per e con il Sud, con
l’obiettivo di restituire competenze, invertire il racconto del Sud,
dando ancora più visibilità alle esperienze positive, e promuovere nuove
forme di partecipazione collettiva tramite l’utilizzo di pratiche e
metodologie innovative. Abbiamo deciso di concentrarci su alcune macro
tematiche che fossero al centro del nostro impegno, dalla volontà di
favorire la nascita di imprese innovative alla necessità di ricreare
luoghi di incontro socio culturali o ancora la riscoperta di luoghi
nascosti del sud Italia e nuovi approcci al turismo, e l’impegno
ambientale. Naturalmente questo è possibile stabilendo delle sinergie
con i territori, con le associazioni già impegnate a portare avanti le
cause a cui teniamo e su cui vogliamo incidere, e poi con gli altri
stakeholder, ossia aziende ed enti locali”. “Finora circa 80 persone
hanno aderito tramite il nostro sito, a confermare che questo desiderio
è condiviso – raccontano Geraldina, Claudia, Sara e Raffaele – Per
permettere al collettivo di crescere, durante il lockdown abbiamo
organizzato due momenti di condivisione con gli ‘Scostumati’, poi un
webinar dedicato al tema della povertà educativa e infine abbiamo
stretto alleanze con altre associazioni, mettendo i semi per i progetti
che stiamo portando avanti. Abbiamo infatti appena lanciato la nostra
Cultural Community Jam (www.utopiesituate.it), un fine settimana di
co-progettazione collettiva per re-immaginarci i parchi culturali, spazi
innovativi di cultura, assieme all’associazione Pessoa Luna Park (Angri
– SA) e ad altri partner, realtà meridionali, e non solo, che stanno già
invertendo il racconto del Sud. La jam sarà interamente online e si
terrà dal 19 al 21 giugno e potranno partecipare tutti quelli che hanno
voglia di mettere a disposizione le loro intelligenze. Siamo convinti
che solo facendo rete, contaminandoci e collaborando possiamo trovare
nuove soluzioni e idee impensate.”