“Nel bene e nel male”, Gargiulo: canto la mia rinascita. ‘Auhhh’, il mio atto d’amore per Avellino e i Lupi

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“E’ un disco che segna una rinascita, convinto che l’amore vince su tutto”. A sottolinearlo lo storico cantautore irpino Gerardo Carmine Gargiulo nel presentare questa mattina al Circolo della stampa, intervistato da Gianni Colucci, il suo nuovo album “Nel bene e nel male”, disponibile in vinile, cd e digitale. In serata lo showcase pensato per i tanti amici

Come nasce l’idea di questo album?

La chiave è nel sottotitolo “Omnia vincit amor”. Questo album che arriva dopo “Avellino Express” e “Miti e tabù” nasce dalla convinzione che l’amore vince su tutto. Ho vissuto e vivo ancora un momento difficile ma sono qui ad Avellino, nella città che amo. Vivo a Milano da tanto tempo ma qui mi sento sempre a casa. Ho voluto fortemente presentare questo album nella mia città del cuore

Quanto è presente Avellino nel tuo nuovo disco?

Avellino è parte di questo disco, poichè rappresenta una parte del mio cuore. E’ sempre stata presente nella mia vita, persino nella malattia. Mi sono preparata a quest’incontro per portare a tutti questa carica di amore. Ho trovata una città piena di luce e non potevo ricevere migliore accoglienza poichè l’amore si sposa con luce e bellezza. Anche le strade di cui a volte si lamentava mia moglie sono state risistemate. Ma è anche vero che al cuore non si comanda. Amo questa città e l’Irpinia, a partire dalla mia Solofra, con le sue bellezze, il suo verde e i suoi difetti. Sono contento di poter abbracciare in questi giorni le persone e i luoghi con cui ho conservato un legame indissolubile.

Quali temi affronti in questo disco?

E’ un disco nel quale sottolineo con forza la centralità della vita spirituale. Oggi pensiamo tanto al corpo ma non dobbiamo trascurare l’anima. Centrale nella vita dell’anima è l’amore. Del resto un’anima innamorata è qualcosa di grandioso. Affronto l’amore in tutte le sue sfaccettature, dall’amore per il prossimo a quello per una donna. Lo dimostra una canzone come “Nella tana dell’orco” che è un esorcismo per cacciare il male dalle nostre vite e dal nostro cuore, poichè l’unica strada possibile è far vincere il bene. Un percorso che prosegue con canzoni come “Incantesimo d’amore” e “Salvarsi l’anima”. L’anima la si salva attraverso la speranza e la carità, la vita eterna comincia qui, chi ha l’anima salva sta già in paradiso.

C’è una canzone che potrebbe diventare il nuovo inno dell’Avellino?

Si, c’è una canzone che si intitola “Auhh”, quello che è il grido del lupo, è un grido sia di dolore, che di speranza. Avellino è una città che ha come simbolo l’agnello mentre la squadra di calcio è legata al lupo. Sono due animali che appiono in antitesi ma sono entrambi parte della natura. L’immagine centrale della canzone è “Il lupo che canta alla luna tutta la notte”.La dedico alla squadra dell’Avellino di cui sono un gran tifoso, Domani sarà allo stadio per vedere la partita. Ci tenevo tanto a tornare al Partenio

Hai festeggiato 50 anni di carriera. Come è cambiata la tua musica?

Il mio stile resta lo stesso anche se affronto temi particolarmente importanti come quello della fede e della speranza, cercando di abbinare riflessione e leggerezza. Sono nato come autore, ecco perchè cerco di non essere mai monocorde come alcuni cantautori che vanno per la maggiore, cerco di alternare differenti tonalità nelle canzoni, da quelle armoniose a quelle più toste. In ‘Nel bene e nel male’, ad esempio, c’è un rock molto duro che mi sembrava ottime per rendere l’idea della forza dell’amore

Sei diventato un vero e proprio testimonial delle battaglie per l’Avellino Rocchetta e per restituire ad Avellino la sua stazione

Si, il treno è nel mio cuore e nelle mie canzoni. Le battaglie che hanno fatto associazioni come Inlocomotivi sono importantissime. Ma non possiamo fermarci. E’ importante che Avellino abbia una stazione ferroviaria che funzioni come le altre città campane.