No all’autonomia differenziata: il Sud si ribella

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E’ il Sud che si ribella, e che marcia, che si fa sentire attraverso i  suoi rappresentanti istituzionali, i sindaci, i sindacati, giunti dalla Campania, dall’Irpinia a Roma. E’ il Sud che grida contro l’autonomia differenziata che divide l’Italia, e per sbloccare i fondi di coesione.

“Siamo qui per bloccare il racconto infame per il quale al nord c’è la virtù e al sud ci sono i miserabili e i cialtroni. Questa storia deve finire. Noi siamo qui a difesa della dignità del sud sud e dobbiamo fare un’operazione verità, spiegare che al sud oggi arrivano meno risorse: il 25 per cento in meno di spesa sanitaria, meno posti letto, meno medici e questa storia deve finire. Noi riteniamo di non togliere neanche un euro alle regioni del Nord. Le regioni sviluppate sono la ricchezza dell’Italia e dobbiamo sostenerle, ma la spesa aggiuntiva va indirizzata al Sud’’. E’ il linguaggio usato da Vincenzo De Luca, presidente della regione Campania, in piazza Santi Apostoli con i sindaci del sud. “L’autonomia differenziata non aiuta a recuperare il divario tra nord e sud, significa spaccare l’Italia in due e tradire l’unità del paese. Noi siamo contro questo contro Risorgimento. E la testa su questo non la piegheremo mai”.

E con lui c’è l’ex ministro Clemente Mastella, sindaco di Benevento:

“L’autonomia differenziata un’opportunità per il sud? “No francamente no. Siamo in forte ritardo rispetto al Nord e questo accentuerà le disuguaglianze e il trasferimenti di risorse al nord. Anche sul piano sanitario si sposta tutto al Nord, e noi saremo messi in difficoltà.Questo richiede anche un grande sforzo alla classe politica del sud che deve allungare il passo. Partecipo alla manifestazione perché ritengo che quella sull’autonomia sia una giusta battaglia e perché ritengo che le condizioni di marginalità del sud sarebbero fortemente incrementate e non mi pare un’ipotesi praticabile”.