“Noi, i cantieri al Nord, il dramma”

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A construction worker or foreman at a construction site observing the progress of construction job or project, with copy space

Di Ivana Picariello

Il problema di aziende come la Terminio Frutta di Gaetano De Feo è ora la logistica: come cioé riuscire a trasferire ingenti quantitativi di merce surgelata, in questo caso castagne, da Serino, la sede dell’azienda è a San Michele di Serino, sui mercati internazionali, il Giappone, ed europei, vedi Francia, Svizzera, Ungheria, Austria. «Il problema è la logistica- dice  Gaetano De Feo- perché noi esportiamo castagne lavorate e surgelate. Non sempre, in questo momento storico, riusciamo a trovare compagnie navali che ci assicurano il trasporto attraverso la logistica del freddo. Aggiungiamo poi che le partenze non stanno rispettando una tabella di marcia puntuale, possono subire variazioni, ritardi anche di un giorno. Tutte condizioni che pregiudicano il nostro lavoro». L’imprenditore a capo dell’azienda di trasformazione della castagna, la stessa che ha conosciuto lei conseguenze per la diffusione del cinipide galligeno proveniente sempre dalla Cina, rappresenta la prima difficoltà in assoluto, perchè le difficoltà per l’export non sono solo via mare. C’è da fare i conti con la situazione via terra. «I trasportatori italiani – ci continua a dire De Feo- non sono ben disposti a trasportare il carico di merce nei paesi del Nord, ma c’è da dire che anche le compagnie di trasporto su gomma europee, vedi Spagna o Portogallo, sono caute, e non disponibili ad assicurare il servizio, perché l’Italia in questo momento viene vista all’estero con diffidenza».

L’azienda a San Michele di Serino non ha fermato il ciclo di lavorazione: «Fin dal primo momento abbiamo seguito tutti i protocolli sanitari richiesti. Il nostro personale è al lavoro, e rispetta tutte le regole, dalla distanza di sicurezza  all’utilizzo delle mascherine e dei guanti, ma già da sempre ognuno di loro segue regole molto severe, in campo igienico-sanitario. Così come abbiamo ulteriormente regolamentato la fruizione dei luoghi, gli spogliatoi e quant’altro. Ognuno di loro ha ricevuto una notifica personale. E’ nostro interesse salvaguardare la sicurezza delle persone e degli ambienti, e assicurare, anche in condizioni come questa, la massima qualità del prodotto. I prodotti italiani sono e restano di eccellenza, stiamo vivendo con un certo disagio, invece, questa diffidenza che si sta ingenerando sul mercato estero, quando si parla di Italia e di prodotto italiano». ​

Qual è l’augurio di un imprenditore del  Sud, allora: «Tenere duro, noi imprenditori dobbiamo far valere la qualità dei nostri prodotti, nonostante la minaccia del virus. Dobbiamo far sì che i clienti del mercato italiano non si rivolgano altrove. La mia speranza è che si trovi presto un antidoto, che si fermi questo contagio, e che l’Italia possa ripartire. Oggi siamo chiamati ad affrontare le tante difficoltà del momento, altre ci attendono. Le aziende stanno soffrendo, non c’è dubbio. Anche il personale sta vivendo tra il timore e la preoccupazione, ma viviamo pensando che presto questa emergenza finirà. Questo è il mio augurio».