Nuvole all’orizzonte

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Le decisioni finora prese o annunciate dal Governo, a detta di molti osservatori, vanno nella direzione sbagliata; servono solo ad assicurare i settori di riferimento e a piantare bandierine sulle promesse elettorali che si sono accorti di non poter mantenere per assoluta mancanza di risorse. Non colgono i veri problemi  dell’emergenza che stiamo vivendo e che sono il caro vita (non solo per l’aumento vertiginoso delle bollette, ma anche per quello dei beni di prima necessità); la disoccupazione  e l’inflazione, che tornano a crescere; la povertà che colpisce, in modo assoluto, più di 2,9 milioni di famiglie (5,6 milioni di soggetti -un italiano su dieci), tre volte in più dal 2005, e 2,9 milioni di famiglie in povertà relativa (con reddito familiare  inferiore al 50% rispetto alla media nazionale); le disparità  che aumentano i disagi e che possono sfociare proteste allargate e far temere per la tenuta del tessuto sociale. Le misure adottate si sono concentrate, invece, su problematiche che riguardano i diritti sociali e temi di bandiera, propri della destra, propagandati con una buona dose di populismo, cinismo e pressapochismo. Hanno adottato una strategia di distrazione di massa perseguita con tenacia, creando nemici fittizi sui quali sfogare il proprio vittimismo, raccontando cifre false e tacendo sui veri gravi problemi che travagliano il Paese.

La maggioranza non è coesa, come vorrebbero far apparire, e ha un Salvini che parla e straparla, sempre a sproposito, atteggiandosi di fatto come una guida forte che determina da solo le sorti del governo. Forza Italia è ridotta a orpello della maggioranza ed è spaccata al suo interno non solo a livello centrale ma anche in periferia, vedi la Moratti in uscita libera a Milano e la creazione di due gruppi consiliari alla Regione siciliana. Molti esponenti della maggioranza parlano a ruota libera dando dimostrazione della propria inadeguatezza al compito cui sono chiamati. Esempio per tutti le dichiarazioni del sottosegretario alla salute Gemmato sulla poca utilità dei vaccini nella lotta contro il Covid e la definizione di “carico residuale” riferita ai migranti rimasti a bordo, dopo lo sbarco di malati e dei più deboli, del ministro Piantedosi.

Hanno cominciato con il Decreto Legge sui Rave party, pasticciato, per certi versi incostituzionale e di arbitraria interpretazione ed applicazione per avvenimenti già disciplinati già dal codice penale e di scarso rilievo, che fortunatamente hanno assicurato di voler modificare. Hanno proseguito con il contante a 5000 euro: una misura che favorisce il lavoro nero e l’evasione fiscale. Hanno fatto un flop clamoroso con il caso Macron sulla vicenda dei migranti, dimostrando scarsa attitudine ad utilizzare le vie diplomatiche a facendo irritare uno storico alleato dell’Italia. “Il governo italiano ha dimostrato una ignoranza politica tremenda. Ha perso un alleato con un errore che un bambino delle elementari avrebbe evitato” (C. De Benedetti al Corriere della sera del 17 nov,).  Hanno dimostrate di non conoscere il problema dell’immigrazione, sicuramente complesso e da trattare con cognizione di causa e analisi appropriate, invece che in modo approssimativo, generico e con scarso realismo politico. Si sono fermati al pugno duro contro le ONG senza alcuna serietà o logica, rivendicando un non meglio identificato interesse nazionale da perseguirsi al di fuori dell’Europa e magari alleandosi con la Grecia, Cipro e Malta e alienandosi la collaborazione di Spagna, Francia e Germania. Sull’autonomia differenziata e fiscale delle Regioni, nella bozza Calderoli sono scomparsi i LEP (livelli essenziali di prestazioni) che dovrebbero garantire servizi uguali per tutti i cittadini. Nella legge di bilancio che stanno facendo, in gran parte a debito (+4,5% del pil), sono previsti pochi spiccioli per le bollette, e le altre misure a favore dei più bisognosi e il ritorno dei condoni, la revisione del reddito di cittadinanza (sottraendo un miliardo) e del super bonus.

Se il buon giorno si vede dal mattino gravi nuvole si affacciano all’orizzonte.

di Nino Lanzetta