Omicidio Lippiello, riqualificata l’accusa per i due indagati: “Non è stato omicidio volontario, ma preterintenzionale”

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Cambia l’accusa per i due presunti responsabili dell’omicidio di  Felice Lippiello: da omicidio volontario in omicidio preterintenzionale. I giudici del tribunale del Riesame di Napoli hanno riqualificato le contestazioni, mosse nei confronti ddel 47enne e 19enne (padre e figlio) arrestati il 20 febbraio dai militari dell’arma di Baiano. Accolte quindi  le richieste avanzate di riqualificazione del reato, da parte dei  legalAntonio Falconieri e Francesco Pecchia per i due indagati, che però, su indicazione dei Magistrati del  tribunale  del Riesame   restano in carcere.

Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo unitamente alla Compagnia Carabinieri di Baiano e coordinate dalla Procura, traggono origine dal’omicidio del 54enne Felice Lippiello, avvenuto, lo scorso 9 febbraio a Baiano, nel cortile dello stabile dove abitava la vittima. I familiari della vittima sono rappresentanti dall’avvocato Maria Stella Saveriano.

Nella circostanza, l’uomo, che presentava una profonda ferita da arma da taglio alla gamba sinistra, era stato soccorso da personale del 118 e, nonostante i tentativi di rianimazione, era deceduto nel tragitto verso l’ospedale di Nola. L’attività investigativa, sviluppatasi attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblica e privata presenti sul luogo del fatto e nei quartieri adiacenti, l’esame del traffico telefonico della vittima e le escussioni di persone informate, ha consentito di ricostruire le fasi salienti dell’aggressione, che ha portato al decesso del Lippiello, maturata  nel quadro di controversie connesse alla gestione del locale mercato delle sostanze stupefacenti, ed alla individuazione, dei due indagati quali autori del fatto criminoso.