Omicidio-suicidio a Bosco dei Preti, la testimonianza: “Costantino e Alessandra lasciati soli da istituzioni”

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 C’è ancora sconcerto ad Avellino per l’omicidio-suicidio di ieri a Bosco dei Preti. Presso l’abitazione della famiglia  Mazza il dolore è subentrato allo shock.  Familiari ed amici si sono stretti vincino  a Maria Petrone,  moglie di Costantino e madre di Alessandra che ha perso quanto di più caro  aveva  nella sua vita. La donna era in casa, quando il marito 63enne idraulico,   dopo aver sparato la figlia, ha rivolto verso di sè  la pistola  e si è tolto la vita. Un gesto estremo per mettere fine alle angosce della figlia, Alessandra, ragazza solare e dolce, ma affetta  da disturbi mentali che le provocano sbalzi di umore e crisi difficili da gestire. Così il rapporto con i genitori era diventato  conflittuale anche se nei periodi buoni regnava l’amore di sempre. Quando poi anche il padre ha iniziato ad avere problemi di salute, da poco rientrato a casa dopo un’operazione chirurgica all’appendice, le preoccupazioni sono cresciute.

La lettura della tragedia familiare nelle testimonianza di un amico del 63enne. “Costantino era una bravissima persona, sempre disponibile e pronta ad aiutare amici e conoscenti. I problemi c’erano e forse, a volte, il grido di aiuto resta inascoltato. La situazione era diventata difficile da gestire. Le istituzioni sapevano delle difficoltà, ma li hanno lasciati soli” la denuncia di un caro amico dell’uomo.