Pd, grandi manovre

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Mentre è cominciato il tormentone delle (vere o presunte) candidature, si preannuncia un autunno infuocato. Sessione di bilancio, legge elettorale e elezioni in Sicilia tra gli appuntamenti più importanti. Ad essi la maggior parte dei partiti si avvia senza avere né una idea dello sviluppo del Paese né precise strategie in vista delle politiche.

Le regionali siciliane di novembre, intanto, sembrano destinate ad essere ormai una prova generale delle elezioni di primavera. Laboratorio di future maggioranze. O una improbabile alleanza Alfano-centrodestra, con il ritorno del figliuol prodigo. Oppure un’intesa Ap-Pd, con l’abbassamento delle soglie di sbarramento richiesto dai centristi. Le acque, tuttavia, sembrano farsi particolarmente agitate per Renzi e per il Pd. I sondaggi appaiono preoccupanti. Rimane ancora forte l’isolamento politico del partito a sinistra. Contraddittoria la linea sui migranti, che ha suscitato notevoli contrasti interni. Inutile e forse dannosa la rincorsa ai 5S con la legge Richetti sui vitalizi. Lo ius soli approvato in una sola Camera. Soprattutto la linea attendista della leadership sulla legge elettorale ha finito per accrescere le inquietudini già diffuse fra i parlamentari. Le innumerevoli indiscrezioni sulla volontà di Renzi di fare quasi piazza pulita delle minoranze interne (a cominciare da franceschiniani e orlandiani) candidando solo pochissini di essi hanno fatto poi il resto.

Così gli stati maggiori di gruppi e correnti sono entrati in forte fibrillazione. Tra settembre ed ottobre sono preannunciati incontri e dibattiti che si tradurranno in altrettanti “avvertimenti” o altolà verso il segretario. A fine settembre ci sarà il tradizionale, importante appuntamento di Camaldoli, caro alla tradizione democratico-popolare. E c’è da scommettere che ne verrà fuori un messaggio di apertura verso un nuovo Ulivo ampio e rappresentativo. Anche gli esponenti vicini a Fioroni hanno in programma un appuntamento a Orvieto il 30 settembre, su “I cattolici e le speranze degli ultimi”. Infine, il ministro della Giustizia Orlando, promotore dell’associazione “Dems” che si propone di “tornare al Pd delle origini e guardare a sinistra”, terrà agli inizi di ottobre un seminario sulla legge elettorale con Pisapia cui è invitato anche Franceschini.

Questo vasto fiorire di appuntamenti politici non appare un fatto di ordinaria amministrazione. Ed è certamente conseguenza delle difficoltà della leadership renziana. Mancanza di visione del Paese. Assenza di una strategia che vada al di là della affermazione personale. Difficoltà di comunicazione con le altre formazioni politiche di sinistra. Limiti evidenti, dimostrati dalle sconfitte elettorali. Essi rischiano di trasformare l’ abbandono del carro renziano da parte di molti in una irrimediabile slavina elettorale. E di tradursi addirittura in un punto di caduta se Renzi non riuscirà a trovare il giusto equilibrio tra la volontà di farsi il suo partito e la necessità di assicurarsi le alleanze indispensabili.

Per ora, l’offensiva (concordata o convergente?) delle minoranze sembra avere come obiettivo immediato una correzione di linea sulla legge elettorale a favore di un premio di maggioranza alla coalizione, in modo da riprendere il tema delle alleanze a sinistra. Un risultato non facile da ottenere, che tuttavia le minoranze ritengono non impossibile, considerata la loro forza nell’ambito dei gruppi parlamentari. Senza contare che un eventuale responso non del tutto favorevole al Pd alle regionali siciliane indebolirebbe la leadership renziana, riducendone la capacità contrattuale. Questa guerriglia interna, neppure tanto sotterranea, si intreccia ora strettamente con i tanti giochi interni sulle candidature. Una miscela esplosiva, che rischia di provocare un forte indebolimento complessivo del progetto di unificazione delle culture cattolico-democratica e riformista di sinistra. Esso finirebbe, così, per apparire vuotato di ogni contenuto strategico. E ridotto solo a una sommatoria di piccoli interessi personali !

di Erio Matteo edito dal Quotidiano del Sud