Politica, che confusione

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L’attività politico-parlamen tare si chiude per le ferie estive tra guerre vere e sceneggiate, dimissioni di ministri e cambi di casacca. Segnali tipici della stagione dei posizionamenti dei partiti e dei singoli in vista delle ormai prossime elezioni politiche. Essi rendono ancora più fragile la compagine di governo, in particolare al Senato, divenuto ormai di fatto ingovernabile e incontrollabile. E ancora più incerto l’esito dell’inevitabi le confronto sulla legge elettorale. Essosisvolgerà traforzepoliticheridotte a poco più che comitati elettorali a servizio di un leadero a scialuppe di salvataggio per carriere o disegni personali. Il quadro è apparso nelle scorse settimane in costante movimento, anche per le difficoltà del fronte centrista che ha perso pezzi. E di difficile decifrazione,come forsemai negli ultimi tempi. I risultati delle amministrative hanno riportatoin auge il centro-destra e le ambizioni dell’ex Cavaliere, forse, però, ancora incerto sugli esiti finali del confronto-scontro elettorale con il Pd. Le sue mutevoli opinioni sulla legge elettorale lo mostrano intenzionato, in ogni caso, a precostituirsi una posizione di forza anchein vistadiuna possibiletrattativa con il Pd. In corrispondenza del periododimaggiore difficoltàdiRenzi edel Pd rilevate daisondaggi, Berlusconi sembraaver ripresouna delle sue qualità più distintive,quelle di federatore ditutte leforze dicentro-destra. Dopo i movimenti dell’ex ministro Costa e dell’ex sottosegretario, altri ritorni a casa sarebbero forse dirottativersouna eventualelistacollegata. Vista l’opposizione di alcune figure storiche di FI resta, tuttavia, di non facilesoluzione ilnodorappresentato da coloro, come Alfano ed altri, ritenuti dei traditori della casa-madre. Il tutto, infine, appare complicato dall’altalena deisondaggi, chedanno in vantaggioora laLegaoraFI ,edalle levate di scudi diFdI contro il proporzionale.Sul versante dell’ex centrosinistra, le cose sono ancora più complicate. Renzi appare avere chiare difficoltà di comunicazione con molti ambienti.Alla ricambiataincomunicabilità con Mdp fanno riscontro le insistenze di Pisapia, finora senza adeguate risposte da parte Pd, a creare un fronte di centro-sinistra largo e inclusivo. Questodisegno sembrainsospettire l’ex premier, chefinora vi ha vistoun tentativodiindebolirlo ofarlo fuori. Comunque, le distanze crescenti tra Pisapia e Mdp potrebbero forse aprire insospettabilispiragli di dialogo tra il “leader riluttante” e Il Pd.Tuttavia,il noncompletatotentativo di Renzi di cambiare i tradizionali riferimenti ideali del Pd , in un quadro del genere, potrebbe alienare al Pd consensi e appoggi nella parte ancora di sinistra o ulivista rimasta nel partito. Il trasloco di Prodi con il suo zaino, che poteva apparire uno stizzito gesto isolato, può diventare – valutato alla luce dei pesanti avvertimenti provenienti da autorevoli figure del Pd e dell’Ulivo –ancora più pericoloso, cioè punto di aggregazione politica, anche per forzeche altrimentisarebbero destinatea rimanereseparate. Quellodi unPdisolatoe diduelistedebolialla sua sinistra appare, infatti, un rischio concreto a tutti coloroche puntano a un centro-sinistradavvero competitivo .In tutto questo, un esecutivo un po’ più fragile prosegue la sua navigazione. Protetto solo dalla figura moderatadelpremier. Eprobabimentedalla retecon cui ilPresidente Mattarella, nei limiti delle umane possibilità, tende a circondare l’esecutivo, per impedire colpidi manoo graviincidenti che possano avere ricadute pesanti sull’immagine e sui conti del nostro Paese. Ma basterà questo a fermare la maionese impazzita delle aspirazioni individuali, della mancanzadi strategie politiche generali e delle velleità di ciascunaforzapolitica ditrovarsidal lato dei vincitori?

di Erio Matteo (edito dal Quotidiano del Sud)