Premio. “Il Mezzogiorno bello e buono” è Parthenya

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Due giovanissimi che durante la pandemia sfidano tutto e tutti ed iniziano a produrre birra e che birra! Loro le idee le hanno avute sempre molto chiare anche se oltre la chiara produco birra rossa e…

MONTEFUSCO. Un vero e proprio riconoscimento nato dalla collaborazione di Gambe Rosso e Invitalia per chi, come Rossella De Santis e Gianluigi Pilunni hanno deciso di restare al Sud in zone seppur meravigliose non facili da vivere ovviamente non per i giovanissimi irpini che si sono fatti strada sin da subito. La loro storia di luppoli e di fermentazioni non può non appassionare, io stessa li ho conosciuti nel gennaio 2021 e da subito si è creata un’intesa di idee, di birre certo, ma a convincermi è stata la loro filosofia d’azienda e di vita che oggi li vede sul palco emozionatissimi a ricevere il prestigioso premio. Ricordo ancora chiare le parole di Gianluigi, che mi accolse al birrificio insieme a Davide, Rossella quel giorno non c’era e nel camminare tra i vari ambienti dell’azienda, gli chiedo da dove nasce Parthenya, e lui con molta dolcezza mi dice: “Tutto è nato in famiglia durante le feste e per gioco, a dirla tutta era il sogno nel cassetto mio e di Rossella, compagna di vita e socia del progetto Parthenya. Abbiamo tentato, visto che era praticamente pronto e fatto con tutti i crismi, a partecipare al bando: Resto al Sud. In modo assolutamente inaspettato siamo stati scelti e convocati a Roma al fine di poter partire subito. Se vuoi sapere la data di inizio dell’avventura è l’11 marzo 2019, si dopo due giorni che iniziava il lockdown in Italia” -. La dichiarazione di Gianluigi non mi lascia indifferente e suscita in me non poca emozione.

Il Premio a Parthenya

Rossella e Gianluigi si sono distinti ben due volte per questo premio. Dapprima scelti tra infinite storie candidate ed entrati in una prima rosa di 62 progetti e poi la chicca ovvero la stella a cinque punte come le cinque storie che si sono distinte per le 5 categorie come: economia circolare, innovazione digitale, inclusione, sostenibilità ambientale e legalità. Mario Tozzi (Ricercatore presso il CNR e divulgatore scientifico) ha scelto di premiare il Birrificio Parthenya con il Premio Economia Circolare. A decretarne la vittoria sicuramente la loro “filosofia” e motivandone la scelta: – “Parthenya non si limita alla produzione di birre di qualità a partire da materie prime selezionate, ma riguarda anche un impegno nei confronti dell’ambiente che si declina nell’uso di energia rinnovabile e nella collaborazione con agricoltori vicini ai quali conferire gli scarti organici della lavorazione per produrre compost e mangimi” -. Filosofia che non è lontana dalla sua anzi…

La premiazione e la location

Le 5 imprese sono state premiate a Napoli durante un evento nel chiostro della Fondazione Made in Cloister che ha visto la partecipazione di Gaetano Manfredi, Sindaco Napoli; Paolo Cuccia, Presidente Gambero Rosso; Vincenzo De Luca, Presidente Regione Campania; Bernardo Mattarella, AD Invitalia; Luca Bianchi, Direttore Svimez; Vincenzo Durante, Responsabile Area Occupazione – Incentivi e Innovazione, Invitalia; Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare  (con un videomessaggio di saluto); Andrea Febo, Autore podcast Gambero Rosso; Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione con il Sud; Raffaele Fitto, Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR (con un videomessaggio di saluto); Michele Palma, Capo Dipartimento Politiche di Coesione.

Il punto di vista di Rossella e Gianluigi

Rossella a parte l’emozione che era percettibile anche dall’altra parte dello schermo, cosa puoi raccontarmi che non è stato già detto o che vuoi aggiungere? “Si Carmela è così tanta emozione ma anche coscienza e responsabilità di ciò che ci aspetta. Posso dirti che la giornata si è concentrata tanto sul concetto di Restare al sud. Dei giovani che scappano. E proprio a noi è stato chiesto: – cosa consigliereste ai giovani che vogliono restare in Irpinia -. La nostra risposta è stata, avere tenacia, credere nella propria terra e in quello che ha da offrire. Noi in una terra di vino abbiamo puntato sulla birra e qui stiamo costruendo il nostro sogno.” Tanta tanta fortuna ai sognatori e temerari e soprattutto loro hanno capito davvero come –fare sistema di territorio– con altri giovani alla guida di imprese e da cui stanno nascendo dei grandi brand, ma questa è un’altra storia che racconteremo più in avanti. Complimenti a tutti siete l’orgoglio irpino, bravi!