Prime scaramucce nel gruppo de

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Centrosinistra diviso, centrodestra unito. Stessa scena delle politiche, questa volta, però, il set sono le amministrative del capoluogo. Tra i due fronti contrapposti il civismo ruspante del sindaco Gianluca Festa. A dividere il centrosinistra, o meglio il Pd, è la scelta dei candidati. Un partito che spesso non riesce a mettersi d’accordo, soprattutto quando si tratta di elezioni. Un Pd che in consiglio comunale non è mai riuscito a portare avanti una opposizione ostica nei confronti di Festa. Il gruppo dem era formato inizialmente da Ettore Iacovacci e da Franco Russo, storico riferimento Pd. Oggi ne fanno parte anche Luca Cipriano, che è stato candidato sindaco contro Festa, Marietta Giordano – entrambi della lista Mai Più -, e Nicola Giordano di Laboratorio democratico, lista sponsorizzata dal consigliere regionale, Maurizio Petracca. Il capogruppo resta Iacovacci, almeno per ora. Nel momento in cui si è formato unico gruppo, se l’incarico fosse passato a Cipriano, sarebbe stato il segnale di una sua ricandidatura a sindaco. Fino a questo momento, non è successo. Ciò lascerebbe pensare che Cipriano non avrà la possibilità di prendersi la rivincita contro Festa. Si dice che il leader di Mai Più del trattamento ricevuto e abbia preso un po’ le distanze dal Pd. E’ significativo che nella campagna elettorale di Petracca, candidato alla Camera, Cipriano si sia visto poco e nulla. Invece a presenziare impeccabilmente agli appuntamenti è stata Enza Ambrosone, coordinatrice della segreteria Pd, ex capogruppo di maggioranza, che, si dice, potrebbe essere candidata a sindaco. Mediare tocca al segretario provinciale Nello Pizza, che da una parte deve scegliere il candidato migliore dall’altro tenere insieme i dem e il resto della coalizione del centrosinistra. Potrebbe passare la patata bollente al segretario cittadino, se ce ne fosse uno. L’allora commissario, Michele Bordo, aveva annunciato che un riferimento dem in città, ci sarebbe stato e i circoli sarebbero passati da cinque a uno. E allora, per scegliere il candidato sindaco potrebbero essere organizzate le primarie. Alla fine, c’è da scommetterci, succederà come sempre: il nome sarà indicato da pochi. Contro Festa ricandidato sarebbe una partita senza storia.

Il sindaco per ora si affida al civismo. Il punto è: potrà contare sui suoi storici alleati? Alle politiche, il consigliere regionale Livio Petitto ha appoggiato l’elezione alla Camera di Gianfranco Rotondi, così come Angelo D’Agostino, altro sostenitore di Festa, nominato responsabile nazionale del dipartimento innovazione e sviluppo di Forza Italia. E’ sopratutto il centrodestra, che ha parlamentari eletti – oltre Rotondi e Giulia Cosenza, a insidiare Festa

I tre i leader provinciali di FdI, Lega e Fi, rispettivamente il vice commissario provinciale Giovanni D’Ercole, il coordinatore provinciale, Salvatore Vecchia, il coordinatore degli azzurri, Carmine De Angelis, sono determinati a candidare un sindaco espressione dell’alleanza che potrebbe essere proprio D’ Ercole.

Resta capire che cosa farà il M5s del deputato – numero due del presidente Giuseppe Conte-, Michele Gubitosa. Il modello di alleanza che ha portato alla vittoria Rino Buonpane, presidente della Provincia, il campo largo può funzionare almeno a livello locale? Il consigliere regionale 5stelle, Vincenzo Ciampi, pare sia bendisposto, come Sinistra Italia, mentre per il consigliere comunale di SiPuò, Amalio Santoro, non ci sono altre strade.

Altra incognita è il Terzo Polo, l’unione tra Italia viva e Azione che vanno verso una confederazione.