Processo Clan Partenio, D’Ercole: “Grave che il Comune non si costituisca parte civile”

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Apprendiamo con sconcerto la notizia della scelta del comune di Avellino di non costituirsi parte civile nel maxi processo al nuovo clan Partenio che si è tenuto stamane a Napoli.

La nostra città è stata letteralmente ferita da quanto venne fuori dall’indagine della DDA di Napoli: un drammatico intreccio di estorsioni, gestioni di aste, violenze di ogni genere.

Appare evidente, quindi, il drammatico danno patito da Avellino, che avrebbe avuto tutta la legittimazione a costituirsi parte civile, reclamando i danni subìti in conseguenza dell’operare del sodalizio camorrista: gli Enti locali, infatti, rappresentativi della comunità cittadina, hanno legittimazione a costituirsi parte civile nel processo penale per ottenere, come ottenuto da tanti comuni in Italia, il risarcimento dei danni che la presenza di un clan criminale arreca all’immagine della città, allo sviluppo turistico ed alle attività produttive locali.

Soprattutto, questa nostra città ha bisogno di segnali chiari, forti, netti nei confronti di una criminalità organizzata che ha dimostrato di saper pervadere addirittura le istituzioni.

Pertanto, Fratelli d’Italia non può non stigmatizzare fortemente la scelta operata dal comune di Avellino, in quanto in pieno contrasto con la doverosa e costante battaglia – anche con gesti simbolici – alla camorra ed alla criminalità organizzata: la costituzione di parte civile era un atto dovuto per mostrare che ad Avellino c’è un muro d’uomini che non consente nessuno spiraglio alla delinquenza organizzata.

Il segnale che proviene, invece, risulta pessimo perché quantomeno “distratto” rispetto ad una vicenda tanto grave, che ha visto la nostra città sui quotidiani nazionali.

Sarebbe, anzi, stato nobile ed utile riunire il consiglio comunale per decidere insieme la costituzione di parte civile, coinvolgendo proprio l’istituzione più danneggiata dall’indagine! Sarebbe stata una splendida pagina di impegno civile e di testimonianza contro la camorra.

Pertanto, a     questo punto, nessuna giustificazione potrà mai essere formulata per difendere una scelta oggettivamente sbagliata, penosa e grave.

Giovanni D’Ercole”