Progetto Ferrovia Eboli-Calitri –Pescopagano

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Di Andrea Ricciardiello

Dopo l’ok al progetto Ferrovia Eboli-Calitri-Pescopagano da 260 milioni attraverso l’approvazione del protocollo d’intesa per la sua realizzazione  da parte dei Comuni di Andretta (12 aprile), Postiglione (09 aprile), e  Monteverde (07 aprile) possiamo dire che, nel comitato, non manca quasi più nessuno. Ora non resta che aspettare le decisioni del governo nei prossimi giorni per sapere le sorti e il modo di come intendono attuare e portare avanti il progetto, soprattutto alla luce dei fondi che arriveranno, nei prossimi mesi, al Sud grazie al Recovery Plan. A tal proposito, il Ministro  delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, in una sua ultima intervista rilasciata al Corriere della Sera, e ripresa su Edilportale, il 12 aprile,  ha spiegato che, per velocizzare i tempi per la realizzazione delle opere finanziate con il Recovery Plan, avrebbe pensato alla creazione di una Soprintendenza dei beni culturali centralizzata, sulla revisione del processo per la VIA e sull’appalto integrato. Inoltre, ha ribadito che gli investimenti sulle opere pubbliche saranno ripartiti in tre fasi. In primis c’è la progettazione di qualità fatta da risorse umane da ricercare nelle stazioni appaltanti, dove nei comuni e nelle Regioni devono ricercarsi ingegneri, economisti, informatici (attualmente carenti nda). Problema che il Ministro Brunetta risolverà accelerando l’assunzione di nuove risorse umane. Seconda fase è quella dello snellimento delle procedure attraverso la realizzazione di dibattiti pubblici in tempi brevi e certi, cambiando le regole sui pareri delle VIA, delle Soprintendenze, del Consiglio superiore dei lavori pubblici, realizzando il Piano creando una consulta permanente in cui dialogheranno sindacati, associazioni imprenditoriali, terzo settore e ambientalisti.  Per quanto riguarda alcuni fondi, come il trasporto pubblico locale, ad esempio, saranno gestiti attraverso bandi, e non con appalti, mentre per le rimanenti opere come quelle di Anas e Ferrovie dello Stato, i piani di fattibilità, dice, sono già pronti. Alla domanda su quali saranno i progetti principali del suo Ministero, ha risposto che”una quota molto consistente andrà al trasporto sul ferro. Ci sarà una buona parte del tragitto di alta velocità della Salerno-Reggio-Calabria, il collegamento del porto di Gioia Tauro alla rete esistente, l’ampliamento o l’ammodernamento di diverse metropolitane, il rinnovo dei materiali rotabili, gli investimenti sulle ferrovie regionali”. Una quota- ha illustrato- andrà alla mobilità sostenibile, con investimenti in mezzi pubblici non inquinanti, autobus nuovi con emissioni ridotte, e alla mobilità dolce delle ciclovie. Una terza componente sarà quella dell’ultimo miglio, cioè la connessione fra ponti e aeroporti e la rete ferroviaria. “Il tutto, ha affermato, con quota di nuovi investimenti al Sud pari al 50% dei fondi”.

Invece, il Presidente del consiglio Mario Draghi,  qualche giorno fa, a Regioni, Province e Comuni durante una Conferenza Unificata straordinaria dedicata al PNRR ha ribadito il concetto che, per il Recovery Plan, ci sarà la supervisione politica del Governo e l’operatività concentrata nelle mani degli enti locali. A livello pratico ha spiegato che il modello organizzativo del piano prevede una struttura di coordinamento centrale che, oltre ad occuparsi al controllo sull’attuazione del piano, sarà anche responsabile dell’invio delle richieste di pagamento alla Commissione Europea a seguito del raggiungimento degli obiettivi previsti. A questa si aggiunge una struttura di valutazione e una struttura di controllo. Le amministrazioni, invece, risponderanno dei singoli investimenti e delle singole riforme, le quali  solo dopo che, avranno mandato il loro rendiconto  alla struttura di coordinamento centrale, potranno  procedere con le successive richieste di pagamento alla Commissione Europea. Per quanto riguarda le funzioni degli enti territoriali le regioni e gli  enti locali avranno la responsabilità attuativa delle misure a loro assegnate, mentre le regioni supervisioneranno i progetti gestiti dagli enti locali e si assicureranno che siano coerenti con le altre politiche regionali di sviluppo. Gli enti territoriali, che parteciperanno alle strutture di sorveglianza del piano e contribuiranno alla sua corretta attuazione, beneficeranno dell’assistenza tecnica e di supporto operativo delle task force. Oggi, dove il covid ha messo in ginocchio tutti,  questi 82 miliardi del Recovery Plan destinati al Sud sono presentati come una soluzione a tutti i problemi. Gli errori degli anni ’80 sicuramente ci ricordano come allora andò a finire. Sprecare questi 82 miliardi a fondo perduto del Recoveri Fund con investimenti che speriamo non seguiranno logiche prettamente assistenziali, o elettorali , significherebbe il punto di non ritorno, l’ultima chance per un nuovo cambiamento epocale per il rilancio del Sud, dell’Italia. A tale riguardo Andres Cignarella, come riporta sul suo portale, della pro Loco di Sant’Andrea che questi sono i temi che stanno affrontando come Comitato Ferrovia Eboli-Calitri-Pescopagano, che riguarda anche Rocchetta Sant’Antonio, Lacedonia i progetti dell’HUB Alta Velocità Stazione Eboli Piana del Sele, per la fermata della linea ferroviaria di Alta Velocità della Sa-Rc e interconnessione con i porti e aeroporti, sia per le ciclovie già trattati con la Pro Loco “Terra di Sant’Andrea” e l’Amministrazione del Comune di Sant’Andrea di Conza con Appennino Bike Tour e la Ciclovia dell’Acquedotto  Pugliese che si collegherà con la Ciclovia del Mare da Caposele verso Paestum. Conclude dicendo che con questi progetti si stanno mettendo le basi per la nuova mobilità, quello che ci chiede il Governo e grazie, soprattutto, a chi crede in un futuro diverso per la nostra terra.