Prorogata la mostra “Pompei 79”

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Prorogata fino al 8 luglio 2021 al MAV di Ercolano la personale “Pompei 79 d.C.” dell’artista Nicholas Tolosa, a cura di Roberto Sottile con testi critici di Luca Ricci, Davide Silvioli e Roberto Sottile, un percorso narrativo fatto di suggerimenti pittorici che comunicano con l’intelletto e l’emotività di ognuno.

Pompei 79 d.C.

Attraverso la tecnica dei calchi è stato possibile riempire i vuoti lasciati dai corpi durante la seconda colata piro plastica del Vesuvio. Questo luogo è il teatro di una catastrofe.

Nicholas Tolosa ritrae l’impronta del dolore e della disperazione sulla tela. Riproduce le sagome di donne, uomini e bambini sorpresi nell’istante in cui cercavano di mettersi in fuga. La cenere li ha imprigionati per secoli nel loro ultimo respiro. I volti e le braccia pietrificati. L’artista li illumina mettendo in risalto la violenza con cui la natura li ha uccisi e sepolti. Sembrano sospesi tra passato e presente. Riesce a immergersi nella tecnica di rilevamento degli archeologi. Osserva queste figure che ancora una volta prendono forma dopo gli scavi. Il contrasto del bianco e del nero che utilizza, allude all’antagonismo della vita e la morte che sovraintendono i destini dell’uomo. E’ una poesia mortuaria ambientata a Pompei nel 79 D.C. Queste opere sono la testimonianza di vite interrotte. Sono ombre che vengono dal passato. (Luca Ricci)

…all’interno del MAV di Ercolano, realtà museale contrassegnata da contenuti archeologici strutturati e fruibili digitalmente, il richiamo alla tridimensionalità dei calchi di Pompei, ascrivibili alla categoria della scultura, si permea della bidimensionalità della pratica pittorica e si interseca con l’immaterialità della tecnologia virtuale, originando un’interessante sovrapposizione di peculiarità solitamente mantenute separate. (Davide Silvioli)

La pittura dell’artista è silenziosa ma di consistenza formosa. Il segno concreto diventa agli occhi dello spettatore linguaggio non più da interpretare e tradurre, ma semplicemente da leggere in maniera immediata. Quei calchi in gesso, che oggi rappresentano una testimonianza storica importante, ritornano nei lavori in mostra carichi di nuovi stimoli espressivi.

Diventano “documento” ma anche il racconto di tante storie, l’una diversa dalle altre, la pittura di Nicholas Tolosa restituisce questa dignità umana, che viene raccontata come sospesa, avvolta in una superficie tumultuosa dove i corpi “pietrificati” diventano leggeri, quasi eterei, segnati da tocchi di colore che diventano delle “impronte” di vita. (Roberto Sottile)