Quel Centro che non c’è

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E’mai possibile immaginare un Centro politico che guardi a destra? E ancora. Può rinascere la Dc che fu di De Gasperi e di Moro? Gianfranco Rotondi, politico avellinese, fondatore di numerose sigle partitiche, ci crede. La sua ambizione, però, deve fare i conti con alcune contraddizioni che, a parer mio, rendono fragile il progetto. Intanto il Centro non può essere collocato in una posizione che ne definisce l’orientamento. La Dc, ad esempio, partito di centro per antonomasia, è stato inclusivo di tutte quelle anime, conservatrici e progressiste, di destra e di sinistra, con la capacità di mediazione e di sintesi tra le varie componenti. Valori cancellati all’indomani della fine del partito, allorché le ambizioni personali hanno dato vita a una miriade di partiti individuali, malamente naufragati. Da allora, pur resistendo il sentimento della costruzione di un partito di centro, ogni tentativo è stato inutile. Da qualche parte si ritiene che abbia contribuito a segnare i fallimenti anche il ruolo di disimpegno dei cattolici che, dopo la lunga stagione dell’unità politica, si sono divisi in mille rivoli. In realtà, io credo che la degenerazione sia la conseguenza della crisi della politica, con la fine dei partiti storici, all’indomani di Tangentopoli. Da allora sono apparsi sulla scena italiana tanti piccoli mostriciattoli. Si aggiunga, poi, l’esasperato individualismo di nani senza leadership alla ricerca del consenso. Tuttavia da qualche tempo si è ricominciato a sperare nella possibilità di far nascere un centro autonomo in grado di occupare uno spazio politico. Non potrà essere una nuova Dc a cui molti, recuperando dalla memoria il valore storico di quel partito, guardano con nostalgia, ma un ampio laboratorio politico che metta insieme desiderio, contenuti e valori ideali. Se questa è l’idea che sorregge la nascita del partito che ha in mente Rotondi, con la collocazione in Europa nel Ppe, c’è solo da fargli gli auguri. Ben sapendo, però, che non basta uno scudo crociato e un nugolo di persone che hanno un loro vissuto non sempre vincente per affrontare una così ripida salita.

di Gianni Festa