Regolarizzazioni, Sibilia (M5S): “Numeri mi danno ragione, pochissime le domande per lavoro agricolo. Sia d’insegnamento per le scelte future”

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“Si è conclusa a ferragosto la procedura di emersione legata alla sanatoria del lavoro nero, oggetto di ampie discussioni in maggioranza, e partita lo scorso 1 giugno.
Sono poco più di 200mila, dunque appena un terzo della platea a cui il provvedimento era presumibilmente rivolto, ma anche qui, tutto da verificare. Un bilancio
deludente se dal dato totale delle
domande si scorpora l’85 per cento, riferibile ai lavoratori domestici. Le richieste di emersione per lavoro subordinato, dunque per i regolarizzandi del settore agricolo, sono solo il 15 per cento.
Numeri che intanto sono destinati perfino ad assottigliarsi, stante il fatto che si tratta per il
momento di domande, che quindi solo dopo il
vaglio degli uffici delle prefetture – peraltro messi a dura prova da queste procedure, che certamente sono destinate a sottrarre tempo ed energie ad altri processi – potranno essere considerati definitivi. Insomma, i numeri non fanno che attestare la bontà delle critiche che ho mosso all’epoca della stesura del provvedimento, che non condivisi nella sua totalità. Fui dunque facile profeta:  la norma, così concepita, non avrebbe in alcun modo aiutato il settore agricolo. Così è stato. Ed è oggi indubbio che il messaggio, distorto già in partenza, sia stato usato da qualche trafficante senza scrupoli per reclutare nuove vittime pronte alla traversata della speranza, magari accreditata dalla promessa di più facile regolarizzazione. Fortuna che in seguito il lavoro congiunto del Presidente Conte, di Luigi Di Maio e della ministra Lamorgese ha potuto porre un freno al fenomeno attraverso atti concreti, scelte decise e dichiarazioni univoche sull’argomento. Mi auguro che questo episodio possa rinforzare la compattezza dell’esecutivo e sia d’insegnamento per il futuro, affinché tutti gli interpreti politici antepongano sempre il bene comune alla momentanea bandierina di partito”.