Renzi: Una narrativa sovranista “a slieto fine”

0
1266
Foto POOL LaPresse 19-01-2021 Roma Politica Senato - Comunicazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla situazione politica Nella foto Matteo Renzi Photo POOL LaPresse 19-01-2021 Rome (Italy) Senate - Communications by Prime Minister Giuseppe Conte on the political situation In the pic Matteo Renzi

Di Monia Gaita

Quando disoccupazione e disagio diventano esperienza collettiva ed è fatica colmare il divario tra crisi e interventi risolutori, occorre lasciare a casa ogni corporativismo, ogni spinta che roda come un tarlo, l’operatività e la stabilità del Governo.

L’appello di Conte alla responsabilità, a prescindere dallo schierarsi pro o contro, ribadisce il consolidamento della prospettiva del bene generale su quello individuale.

La politica ci ha convenientemente addestrato ai complotti, agli esercizi di smantellamento e al dissenso che tracima in spacco, non per ragioni ideologiche, ma per domìnio di rancore e per un carrieristico accesso a ruoli più alti e centrali.

Desecutivizzare l’esecutivo facendo incetta di alleanze e risanate intese, tocca il rapporto del leader con l’autorevolezza che è capace di praticare.

L’autorevolezza è diversa dal carisma, ha un’aureola più sacra: taglia il cordone ombelicale alle bandiere della propaganda e ai giochi carbonari delle Poltroniadi. Queste, però, sono diverse dalle Olimpiadi nelle quali a prevalere è l’atleta migliore.

Peccato che Renzi non sia un maratoneta prode! Cercava solo una poltrona relax e più capace.

Non ha conquistato nessuna medaglia d’oro, ma una sedia malsicura parecchio traballante e una narrativa sovranista “a slieto fine”.