Riaprire le scuole, sfida per il paese

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Il ministro della Pubblica Istruzione ha più volte affermato che le scuole riapriranno regolarmente il 14 settembre. E nella massima sicurezza possibile. Le altre nazioni europee le hanno già riaperte o stanno per farlo e l’Italia – dove il Covid è sotto controllo ed i contagi sono molto più contenuti- non può bloccare ancora oltre l’istruzione. Il Governo, coadiuvato da un comitato di esperti guidato dal manager Arcuri, ritiene di aver adottato tutte le precauzioni possibili, e impartito norme di comportamento (vademecum per i Presidi) anche con l’accordo delle Regioni, anche se alcuni Governatori, come De Luca della Campania, ed il sindaco di Avellino – tanto per rimanere vicino a noi- dicono che non riapriranno. L’opposizione tuona contro il governo, spalleggiata dalla stampa di destra (il Giornale di Sallustri titola: “Il Governo non fa i compiti” e ancora” Fuga dalla scuola e la Verità (?!) di Belpietro “Nella scuola mancano 400.000 docenti!), . Salvini, in continua campagna elettorale, ci va giù pesante ed in maniera rozza e fa solo polemica paragonando la scuola perfino ad un lager e chiedendo le dimissioni del Ministro Azzolina. La Meloni non è da meno e la stessa Forza Italia tiene loro bottone. Come in tutto il resto, il Paese è spaccato a metà e, invece di riunire le forze per superare l’emergenza e porre costruttivamente le basi per una ripresa, si fa di tutto, aizzando le masse e facendole scendere in piazza per mandare a casa Conte e andare a nuove elezioni. E’ un clima intollerabile e sciovinista che fa scivolare il Paese verso un progressivo degrado e il motto “muoia Sansone con tutti i filistei” non può essere la strategia di una opposizione che abbia il senso dello Stato e la cura dell’interesse collettivo e che vuole proporsi per la guida del Paese, senza farsi carico che la prima cosa è superare l’emergenza e porre le basi per uno sviluppo economico e un nuovo e più compatibile modello di società. Certo sulla scuola si sarebbe potuto fare di più come, per esempio, prendere la temperatura prima di entrare in classe e coordinarsi stabilmente con le strutture sanitarie del territorio in caso di contagi. Certamente non si sarebbero potute costruire nuove aule in soli due mesi. Molto devono fare le Regioni, che hanno una specifica responsabilità in materia e i dirigenti scolastici per organizzare al meglio il personale discente e docente e gli operatori scolastici I nuovi banche stanno già arrivando e alcune decine di migliaia di nuovi insegnanti e operatori scolastici sono stati assunti anche se a tempo determinato. Il resto è lasciato al senso di responsabilità delle autorità regionali, dei docenti e di tutti coloro che operano nella scuola. L’augurio è che si comportino come hanno fatto i medici e gli infermieri e smettano di fare i furbi e prendersela sempre con il Governo centrale. Si sottopongano ai tamponi e ai testi sierologici e facciano rispettare le distanze di sicurezza insistendo sui comportamenti virtuosi dei singoli Molte critiche hanno riguardato lo stato dei trasporti pubblici, ritenuti insufficienti e si potrebbero potenziare –ove possibile-i servizi di trasporto scolastico, anch’esso di competenza territoriale. Il Governo ne sta discutendo con le Regioni. I tamponi non si possono imporre per legge ma si possono trovare modi più decisivi per convincere il personale della scuola a farli. In caso di contagio – cosa assolutamente possibile- si possono prendere tutte le opportune misure di isolamento e di accertamento che consentano di limitare il contagio. Per l’Università non ci dovrebbero essere eccessivi problemi come per le suole superiori. Più delicata restano le elementari ai cui bambini non possono imporsi le mascherine ed evitare contatti con gli altri bambini. Purtroppo bisogna convivere con il virus imparando a comportarsi adeguatamente come abbiamo fatto nel lockdown fino alla vaccinazione di massa con il nuovo vaccino che è già in sperimentazione sulle persone in alcuna nazioni fra le quali l’Italia.

di Nino Lanzetta