Ricostruire il tessuto sociale

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Il prolungamento delle competenze straordinarie anticovid al presidente Conte, oltre il prossimo 31 luglio, ha sollevato non poche polemiche, anche all’interno della maggioranza. In parallelo alcuni autorevoli osservatori non nascondono un certo allarme circa l’indebolimento delle istituzioni democratiche, pur senza sottovalutare la necessita’ e l’urgenza di promuovere i necessari provvedimenti, senza seguire le lentezze della consueta prassi parlamentare. Il presidente Conte, confortato dai positivi sondaggi circa la sua capacita’ istituzionale, da buon giurista, conoscera’ certa – mente la locuzione latina ”Salus populi suprema lex esto” (8 il bene del popolo sia la legge suprema). Sapra’ anche che tale massima è stata fatta propria dall’antico diritto romano con lo stabilire che l’individuo diventa secondario quando si tratta di tutelare il bene e l’incolumita’ di una intera comunita’. La pandemia ancora in atto ha riproposto questo diritto, anche se in Europa, come acutamente osservato da Romano Prodi qualche settimana fa, i provvedimenti assunti per fronteggiare la pandemia, non hanno scalfito la sua immagine di roccaforte della democrazia e della centralita’ della persona. Nella storia europea piu’ vicina a noi, Bismarck nel 1881, in un suo celeberrimo discorso in materia di salus pubblica, dalla retorica ciceroniana passo’ all’assunzione di archetipi precetti politici che sono stati sempre fonte di controversie insanabili e talvolta scontri o addirittura di guerre intestine. D’altronde durante gli ultimi due secoli di storia europea si ravvisa costantemente un certo silenzio sulla spinosa questione di imbrigliare legalmente le pur legittime misure ritenute urgenti. Non fu casuale a riguardo lo sforzo della Costituzione belga, nel 1831, quando sanci’, in casi di urgenti necessita’, la possibilita’ che “La constitution peu ètre suspendu en tout nì en partie”. E’ del tutto evidente, quindi, che i rischi possono riguardare istituzioni politiche maggiormente esposte o malamente funzionanti e il quadro globale di tali rischi si è evidenziato con il drammatico diffondersi del pandemia. Tanto premesso, è obiettivamente doveroso considerare che lo sforzo di Conte – costantemente apprezzato dai sondaggi condotti-in particolare nel contesto della difficile situazione degli schieramenti partitici italiani, si è rivelato positivo per fronteggiare un nemico invisibile, ancora oggi oggetto di affannose ricerche per individuare i rimedi definitivamente efficaci. A modestissimo parere di chi scrive è possibile ritenere che la preparazione giuridica, la pacatezza dei toni costantemente rilevata, la stima europea conquistata, costituiscono le basi credibili del profilo politico ed istituzionale di Conte. Credo, infine, che i problemi colossali che abbiamo davanti non ci consentono di attardarci ulteriormente su questioni certamente pertinenti, ma obiettivamente meno urgenti rispetto ai tempi di concreta attuazione della ripresa auspicata. La domanda, frattanto, sempre piu’ diffusa, è quale classe politica e dirigente potra’ guidare l’enorme opera di ricostruzione del tessuto socioeconomico del paese, evitando i rischi che essa venga frenata, deviata o comunque resa piu’ complicata dalle intollerabili contrapposizioni partitiche e dalle possibili fazioni e consorterie d’interessi.

di Gerardo Salvatore