Rpresa tra luci e ombre. Menna: bene “Cinema in festa” ma non basta. Pagnotta: così non si aiutano le sale

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Non nasconde la sua amarezza Lello Pagnotta del cinema Partenio. “In Italia – spiega – a differenza di quanto accaduto negli altri paesi, il cinema non riesce a decollare, risente ancora con forza dell’effetto pandemia e della concorrenza con le piattaforme. Iniziative come ‘Cinema in festa’ con la possibilità di andare a cinema dal 18 al 22 settembre a soli 3,50 euro non ci aiuta. Metà del costo del biglietto va alle case di distribuzione e metà agli esercenti. E’ chiaro che finiamo per rimetterci, anche perchè in questi giorni non ci sono neppure pellicole che possano catturare il grande pubblico. Ecco perchè il cinema Partenio ha scelto di non aderire e abbiamo spiegato le ragioni della scelta con un manifesto”. Non ha dubbi Pagnotta “campagne come queste fanno sì che si vada a cinema solo in quei quattro giorni dell’anno e mai più”. “L’iniziativa – si legge nel manifesto – promossa dal Ministero e da pseudo associazioni di categoria dovrebbe incentivare lo spettatore ad andare al cinema solo in un determinato periodo dell’anno. Questa sala promuove il cinema tutto l’anno, pertanto non può condividere politiche astruse e penalizzanti. Al costo di 3,50 euro non si va da nessuna parte, non si va a teatro, non si va allo stadio, non si va ai concerti, non si va a tutte quelle manifestazioni di spettacoli simili al cinema. In questa multisala lavorano persone e famiglie, come in altre attività, non è possibile mortificare il lavoro che fanno con passione e professionalità. Pertanto non aderiamo a nessuna iniziativa sensazionalistica ma intendiamo valorizzare il cinema e gli spettatori che lo amano”. Pagnotta chiarisce come “In Italia non ci sono regole che tutelino il cinema in sala, se è vero che anche dopo 10 giorni dall’uscita al cinema è possibile già vedere alcuni film sulle piattaforme. In altri paesi deve trascorrere almeno un anno perchè i film possano uscire sulle piattaforme. E’ chiaro che in questo modo non si incentivano le persone ad andare in sale, perchè sanno che dopo neppure in mese potranno vedere lo stesso film, standosene comodamente in casa. Oggi come non mai, c’è bisogno di un sostegno forte da parte del governo ma soprattutto di regole chiare che regolamentino questo settore. La politica del ministro Franceschini non ha prodotto nessun risultato, molte iniziative sono state assunte senza neppure consultare gli esercenti. Avrebbe, invece, avuto senso abbassare il costo del biglietto per 4 giorni ma garantendo il rimborso della metà del biglietto da parte dello Stato. Del resto, è un dato di fatto che le case di produzione facciano uscire sempre meno film”.
Più ottimista sul futuro del cinema Aniello Menna del Movieplex “La nostra scelta è stata quella di aderire a Cinema in festa e i primi risultati sono incoraggianti con gli spettatori che si sono triplicati rispetto alla scorsa settimana. Dati che sono in controtendenza, però, rispetto a quelli nazionali, meno positivi rispetto alle attese. Certo, il guadagno è minimo ma l’iniziativa vuole essere soprattutto un modo per far riscoprire alle famiglie e ai giovani il piacere di vedere un film in sala, finalmente senza restrizioni, con la speranza che ad ottobre la gente torni ad affollare i cinema” E sul ritorno in sala post Covid “Abbiamo cominciato benissimo con l’uscita dei Minions, in sala è tornato il grande pubblico, poi c’è stato un netto calo, anche perché non sono usciti film capaci di catturare l’interesse di una fascia ampia di spettatori”. Spiega come “E’ chiaro che in tempo di pandemia è saltato tutto, e i distributori hanno fatto uscire alcuni film direttamente su piattaforma, ma era una scelta legata all’eccezionalità del momento in cui le sale erano chiuse. Oggi ci sarebbe bisogno di fare un passo indietro e definire dei paletti, garantendo che l’uscita dei film su piattaforma non avvenga prima dei 4 mesi. Sarebbe necessario, inoltre, un accordo tra le case di distribuzione per fare in modo che i film non arrivino in sala tutti nello stesso periodo. Nel 2019, anche grazie all’uscita di film molto attesi, anche in estate la gente ha continuato a venire a cinema”.
E sugli effetti della pandemia “C’è ancora qualcuno che teme i luoghi chiusi ma sono soprattutto gli over 50, quindi le fasce più fragili a non frequentare più le sale. In realtà, il cinema grazie ai sistemi di areazione è uno dei luoghi più sicuri”. Non perde la speranza Menna “Quando il pericolo della pandemia sarà passato il cinema tornerà ad essere centrale nelle nostre vite e le sale saranno di nuovo prese d’assalto da giovani e famiglie”