Salvini alla conquista del Sud

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Anche in questi mesi di gravissima crisi economica, con il coronavirus non ancora debellato, e le misure di sicurezza che impongono l’uso della mascherina e il divieto di assembramento, Salvini continua, imperterrito, la sua campagna elettorale per la conquista del Sud.

Non ha altre preoccupazioni se non quelle di salire sulla diligenza che lo porti a palazzo Chigi anche se il PIL, sta salendo alle stele, il deficit si avvicina al 170”, il debito pubblico aumenta vertiginosamente, i lavoratori perdono il posto di lavoro e le aziende chiudono. Sono problemi –dice- che risolverà quando sarà al timone di una barca scassata che lui rimetterà in sesto. Per il momento tutte queste difficoltà: la proteste, il malessere e la sofferenza di tanti cittadini gli danno l’opportunità di cavalcare la tigre mettendosi alla testa di tutti i delusi e illudendoli che sarà lui l’uomo nuovo e della Provvidenza e che non fallirà come Berlusconi.

Ha messo nel cassetto la Lega di Bossi e le teorie dell’ideologo Miglio, (che non hanno presa al Sud mentre continuano ad avere un certo seguito al Nord) e da, una costola della sinistra, come autorevolmente fu chiamata da D’Alema, ne ha modellato un partito collocato nell’area dell’estrema destra, sovranista, antieuropeo, anti euro e protestatario. Concetti che, come ha capito benissimo, attecchiscono facilmente al sud che è sempre stata terra di conquista, per la sua atavica abitudine alla subalternità e alla sudditanza che nei secoli ha visto padroni da ultimi gli Spagnoli, i Borboni, e nei tempi della Repubblica, i democristiani, Berlusconi, Renzi, Grillo ed ora scoprono Salvini.

La situazione si presenta favorevole ed il suo attivismo, spregiudicato e bugiardo da spudorato “cazzaro” verde, fa più facilmente presa in coloro che avvertono sulla propria pelle i morsi della miseria, dell’emarginazione sociale e che nutrono sfiducia verso una politica che non capiscono e, pertanto, sono attratti dall’Uomo forte. Se a questo si aggiunge, nel sud, una dirigenza politico-affaristica senza scrupoli con politicanti di poca cultura e minore senso della funzione rivestita, sempre pronta a saltare sul carro del vincitore per conservare o conquistare privilegi e agi, il quadro è completo.

Due sono i sistemi che caratterizzano la sua azione: da un lato cavalcare tutte le proteste e dall’altro fare incetta di esponenti politici senza badare troppo al loro “cursus honoris !?”

Le frequenti discese al sud, cominciate da quando faceva il ministro dell’interno che gli facevano sfruttare la posizione, si sono incrementate in questi ultimi mesi nei quali la maggioranza di governo non sempre riesce a trovare la quadra e a ricompattarsi su obbiettivi condivisi e la stampa – specie quella di destra, ed in parte anche di quella moderata, mettono in risalto ogni giorno ingigantendo le fratture tra i Dm e il M5S e Renzi che non tralascia occasione per mettersi in luce.

E’ piombato come il fulmine a Mondragone in seguito alle proteste di molti cittadini contro una comitiva di bulgari presso i quali era scoppiato il coronavirus. Contestato violentemente ed impedito di parlare è tornato una seconda volta, di mattina presto quando, a suo dire, quelli dei Centri sociali sono ancora a letto a dormire.

Anche se ora viene più frequentemente contestato come è successo anche in Sicilia, in Puglia, in Calabria, le adesioni si allargano perché Salvini non demorde e non si arrende. La Campania fa parte del suo piano di scardinamento della maggioranza con l’incetta di esponenti ex grillini e ex F.I., sindaci, assessori comunali e regionali, da ultimo i sindaci di Sorrento e Positano ed anche da noi di qualcuno in Alta Irpinia. Qui il M5S è in caduta libera anche se pare stia recuperando leggermente, ma la Meloni avanza e quello che resta del PD si muove attorno al governatore De Luca che non è il meglio che offre il mercato. Perciò le calate al sud si moltiplicano e non si tralasciano le adunate come quelle di Roma di questi giorni, che creano paurosi assembramenti e pericoli di contagio.

Cosa fanno le sardine? E’ tempo che escano dal loro stato di torpore e comincino a opporre le proprie masse, che non sono poche, a quelle che mette in campo Salvini cercando di sfatare tutte le balle che mette in giro e ricordando a tutti i campani, che hanno la memoria corta, che Salvini è lo stesso che non molto tempo fa diceva che i napoletani puzzano, concetto simile a quello espresso da Vittorio Feltri sulla inferiorità della “razza” dei meridionali.

di Nino Lanzetta